Età evolutiva

Le crisi di rabbia e scoppi d’ira nei bambini

Le crisi di rabbia e gli scoppi d’ira sono manifestazioni altamente disturbanti di emozioni spiacevoli che tendono ad iniziare entro il primo anno di vita e costituiscono un comportamento che rientra nel range della normalità nello sviluppo psico/sociale di un bambino. L’universalità di questo comportamento rende difficile l’inquadramento all’interno di una patologia. Nonostante la disregolazione dell’umore è un fattore specifico di molti disturbi di tipo psichiatrico, nella maggior parte dei casi non sono da considerare come sintomatici di un disturbo specifico. Nel valutare e rispondere a questa gamma di comportamenti è importante non considerare patologici normali eventi di sviluppo ma osservare se questi scoppi d’ira non sono in linea con l’età e lo sviluppo cognitivo del bambino.

I principali segnali di allarme che indicano quando le crisi di rabbia vanno oltre il normale sviluppo sono i seguenti (Potage e Davidson, 2003):

  • Aggressione nei confronti del caregiver;
  • Autolesionismo intenzionale durante la crisi;
  • Frequenza, con 10-20 episodi verificatisi in giorni separati e a casa in un periodo di 30 giorni, o più di 5 crisi al giorno a casa, a scuola o all’esterno;
  • Durata di almeno 25 minuti;
  • Incapacità di autoconsolarsi.

Molti sono i fattori dai quali può scaturire uno scoppio d’ira da parte di un bambino. Spesso tali comportamenti si acuiscono a causa del cambiamento dello stato di salute o dell’ambiente nel quale vive. Fattori come la deprivazione del sonno, la fame o il cambiamento delle routine giornaliere. In alcune circostanze anche minimi fastidi fisici possono portare all’intensificarsi di tali comportamenti. In alcuni casi, bambini con limitazioni cognitive, disturbi del linguaggio o difficoltà di apprendimento possono avere una maggiore incidenza di comportamenti altamente disturbanti.

Cosa fare?

Come nella maggior parte dei comportamenti disfunzionali che riguardano un minore, il modo migliore per evitare le crisi di rabbia e che questi si intensifichino e strutturino nel tempo è prevenirle. In molte circostanze è presente un lieve se pur visibile cambiamento di umore. Essere in grado di coglierlo e intervenire tempestivamente è fondamentale. Un potenziale modo di evitare la crisi consiste nel dare al bambino qualsiasi cosa voglia o necessiti. Aspettare che il comportamento rabbioso abbia giunto il suo apice e poi offrirgli ciò che desidera rinforzerebbe il comportamento visto come strategia utile per raggiungere il proprio obiettivo. Lo scoppio d’ira a quel punto diventerebbe per il bambino un’utile strategia di coping. Le crisi di rabbia in genere durano pochi minuti ed interagire in queste fasi è scarsamente utile. In genere la migliore strategia consiste nel tirarsi indietro ed attendere che alla crisi di rabbia si sostituisca la fase di sconforto. Solo a questo punto è bene empatizzare con lo stato d’animo del bambino e tentare di collaborare con lui per trovare soluzioni alternative al comportamento dirompente.


Haddan F., Gerson R., (2015), Le emergenze psichiatriche nei bambini e negli adolescenti, Edra, Milano.

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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