Sesso

L’impatto della pornografia sul nostro cervello

Guardare video pornografici influisce su come viviamo la sessualità? I siti porno visitati ogni giorno da 300 milioni di utenti (25% donne, 75% uomini) sono circa 260 milioni, secondo Google. Con la diffusione capillare di internet e la sempre maggiore disponibilità di materiale pornografico su computer e smartphone è impensabile che non si abbiano effetti sulla sessualità. Già, ma quali?

Il dibattito sulle conseguenze del porno avviene in gran parte al di fuori della comunità scientifica, con argomentazioni di tipo moralistico o pregiudiziale (sia in chi è a favore che in chi è contrario), quasi mai si fonda su dati oggettivi. Insomma, come spesso avviene quando si parla sesso, il “secondo me” prevale sul “i dati dicono che”.

Iniziamo col dire che il porno è come il tiramisù: mangiare di tanto in tanto un po’ di tiramisù dà gratificazione e non ha conseguenze negative. Se si condivide qualche cucchiaio di video porno con il/la partner può essere molto divertente e soddisfacente. Comunque, non è un obbligo fruirne e se a qualcuno non piace o per ragioni personali preferisce non mangiarlo non c’è niente di strano. È la fruizione massiccia, bulimica di video pornografici che influisce sul cervello in modo significativo.

Impotenza. Secondo alcuni, la prova che la pornografia provoca l’impotenza è data dallo studio di Voon e collaboratori (2014) in cui venivano comparati i correlati neurali di persone con comportamento sessuale compulsivo e persone sane. Da questo studio in realtà emerge che tra i soggetti con Sessualità compulsiva 11 su 19 riferivano diminuzione della libido e disfunzione erettile nelle relazioni fisiche con donne (ma non riguardo ai materiali sessualmente espliciti).

Calo del desiderio. Un articolo su TPI News riferisce di un’indagine condotta dalla Società italiana di andrologia medica e medicina della sessualità nel 2014 su un campione di 125 ragazzi italiani tra 19 e 25 anni. Su una scala di autovalutazione del desiderio sessuale, chi guardava più spesso porno aveva un punteggio medio di 4.21 contro lo 8.02 di chi non li guardava.

Sessismo. In un poster presentato all’APA, Christina Richardson mostra che se l’esposizione alla pornografia avviene in giovane età i maschi tendono a ritenere giusto il dominio maschile sulle donne e ad aderire a stereotipi di tipo sessisti. In un’intervista a Repubblica Emmanuele Jannini, professore di Endocrinologia e Sessuologia all’Università Tor Vergata, contesta questa correlazione:

Una corposa revisione, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine da William Fisher e Taylor Kohut dell’University of Western Ontario, rivela come la correlazione tra pornografia e comportamenti aggressivi o violenti nei confronti delle donne abbia restituito finora risultati inconsistenti.

Cosa avviene nel cervello di chi abusa di materiale pornografico? 

Riduzione della materia grigia. Uno studio dell’Università di Chieti (Cera & at, 2012) ha scansionato il cervello di persone con disfunzione erettile di tipo psicogeno che facevano abuso di materiale pornografico ed è risultata una riduzione della materia grigia in alcune importantissime strutture subcorticali (amygdala, hippocampus, caudate nucleus, putamen, pallidum, thalamus), in particolare nucleo accumbens sinistro e ipotalamo sinistro. Questo fenomeno è confermato da uno studio del Max Planck Institute for Human Development di Berlino in cui viene mostrata una atrofia della massa cerebrale in queste aree del cervello.

Il porno è come una droga. Lo afferma uno studio di Voon  et al. (2014) nel quale viene mostrata l’alterazione del circuito di ricompensa nel cervello di chi fruisce di materiale porno. Scansionando i cervelli di un gruppo di soggetti che abusano di materiale pornografico, si è visto che le aree cerebrali attivate durante la visione di scene di sesso esplicito sono le stesse coinvolte nei meccanismi di dipendenza dalle più comuni droghe pesanti: l’amigdala (piacere emotivo), striato ventrale e corteccia del cingolo (desiderio della ricompensa).

In conclusione, se si ha bisogno di vedere un video porno per avere «stimoli per l’eccitamento e la gratificazione sessuale» (ICD-10) e non si è in grado di concludere un rapporto sessuale senza vedere un film porno allora si ha un disturbo feticistico, come ho spiegato in un precedente articolo sul feticismo. È importante allora attuare una serie di interventi psicoterapeutici che educano nuovamente la sessualità a godere del rapporto caldo, fisico, emotivo e intimo con il proprio partner. 

 

 


Voon, V., Mole, T. B., Banca, P., Porter, L., Morris, L., Mitchell, S., . . . Irvine, M. (2014). Neural correlates of sexual cue reactivity in individuals with and without compulsive sexual behaviours. PLoS ONE, 9(7)

American Urological Association (AUA) (2017). Annual Meeting: Abstracts PD44-11 and PD69-12, Presented in a briefing May 12, 2017

Kühn S & Gallinat J (2014). Brain Structure and Functional Connectivity Associated With Pornography Consumption The Brain on Porn. JAMA Psychiatry. 93

Cera N, Delli Pizzi S, Di Pierro ED, Gambi F, Tartaro A, et al. (2012). Macrostructural Alterations of Subcortical Grey Matter in Psychogenic Erectile Dysfunction. PLOS ONE 7(6)

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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