Età evolutiva

La sessualità in adolescenza: tra biologico e psichico

L’adolescenza è un periodo della vita ricco di cambiamenti che sono spesso vissuti dagli adulti come un’odissea o una condanna. In un post precedente abbiamo visto che si può utilizzare un’altra focalizzazione per valutare e affrontare le trasformazioni che gli adolescenti vivono, andando a valorizzare i cambiamenti che avvengono nel cervello adolescenziale come grandi risorse che dovrebbero essere coltivate e mantenute anche nella vita adulta. Secondo Siegel (2014), infatti, le caratteristiche principali della mente adolescente sono la presenza di esplorazione creativa, l’intensa socialità, l’effervescenza emotiva e la ricerca di novità, elementi che spesso si spengono man mano che si diventa adulti.

L’autore evidenzia l’esistenza di due trasformazioni principali nella fase adolescenziale: quella che inizia con la pubertà e riguarda il corpo e le emozioni, mentre la seconda è il distacco dai genitori, con una intensificazione dei rapporti con i coetanei, la voglia di novità e di sperimentazione.

La pubertà e la maturazione sessuale indicano l’inizio della fase dell’adolescenza e la sessualità è accompagnata dalla capacità di mettere al mondo dei figli. Rispetto a quanto avviene oggi, nei tempi passati il periodo tra l’adolescenza e la procreazione era molto breve. Ci si sposava e si avevano figli molto presto. Inoltre, i cambiamenti biologici avvenuti nella nostra specie (per cui, ad esempio, il menarca è anticipato rispetto a quanto avveniva prima) aumentano ancor di più la durata della fase di passaggio che va dall’infanzia all’età adulta.

Con la pubertà iniziano una serie di trasformazioni nel corpo che riguardano lo sviluppo del seno e l’arrotondamento dei fianchi nelle ragazze e lo sviluppo della muscolatura e dei genitali nei maschi (caratteri sessuali secondari). Con la maturazione sessuale si ha un aumento di alcuni ormoni che regolano questi cambiamenti del corpo, aumento che a volte non è accompagnato da altrettanti cambiamenti a livello delle funzioni mentali. Il corpo chiama a intense pulsioni sessuali, attrazione fisica ed eccitazione erotica, mentre la parte prefrontale del cervello legata alle funzioni esecutive, come la pianificazione e il posticipare la gratificazione, non si è ancora adeguatamente sviluppata. In passato questo problema era molto meno evidente visto che la pubertà arrivava più tardi, verso i sedici anni, e il cervello aveva raggiunto già una certa maturazione.

I ragazzi di oggi, quindi, sono sessualmente maturi in un’età precoce, ma la capacità di assumersi responsabilità, la capacità di autoriflessione, e altre risorse cognitive legate alla vita adulta si avranno solo più avanti nello sviluppo. In questa fase temporalmente allungata, gli adolescenti iniziano a sviluppare una loro identità sessuale basata sulla consapevolezza delle proprie sensazioni fisiche, ora più intense e maggiormente presenti. Gli adolescenti possono reagire a queste scoperte con piacere, disagio, confusione, paura di perdere il controllo o con terrore, a causa dell’intensità di tali sensazioni che le fa apparire come ingestibili. Sulla spinta di queste sensazioni il corpo “si mette in moto”, cercando la vicinanza e il contatto con gli altri, a volte con una pulsione che occupa tutta l’attenzione dell’adolescente. A livello concreto, o con fantasie e sogni, la sessualità viene ricercata e agita, anche se esiste una mediazione tra la biologia che regola il corpo e l’eredità dei messaggi famigliari e della cultura di appartenenza.

Nella società di oggi lo sviluppo della sessualità precoce non è accompagnata dalla formazione di legami di coppia, per cui gli adolescenti sono coinvolti sempre più frequentemente in rapporti sessuali occasionali, casuali, senza vincoli. A volte questo stato di cose è legato anche alla pressione del gruppo dei pari, “all’essere come loro”, con l’obbiettivo di venire accettati o di sentirsi desiderati, quasi con un senso del dovere più che del piacere.

A volte gli adolescenti non hanno chiaro che esistono tre tipi di relazioni intime, con caratteristiche, vantaggi e rischi peculiari (Fisher, in Siegel 2014). Il primo legame di questo tipo è l’amicizia, basata sull’attaccamento, dove ci si prende cura l’uno dell’altro, ci si conforta, si è una base sicura di appoggio e sostegno. È legato al rilascio di ossitocina e coinvolge anche il sistema della serotonina. Il secondo legame è l’eccitazione erotica, basata sull’attrazione fisica e regolata dagli ormoni androgeni. In alcune persone nella sessualità viene coinvolta anche l’ossitocina, ormone che regola l’affettività e la ricerca di vicinanza, e nei maschi pure gelosia e aggressività. Per cui, un rapporto sessuale senza innamoramento iniziale può innescare, soprattutto nelle femmine, la formazione di un legame affettivo con il partner che può facilmente non essere corrisposto. Il terzo è l’amore romantico, fatto di emozioni intense e del desiderio di stare sempre con quella persona; quando la relazione finisce il distacco è vissuto come un lutto. Si sente una sorta di dipendenza dall’altro, regolata dal neurotrasmettitore dopamina. Gli adolescenti spesso hanno difficoltà a distinguere i confini tra queste relazioni. La situazione ideale sarebbe quella in cui il partner è sia figura di attaccamento, che partner sessuale e affettivo. A volte le spettative dei due adolescenti non coincidono, la sofferenza può essere molto alta e, essendo alle prese con le prime esperienze di avvicinamento sessuale all’altro, lasciare profonde cicatrici. Da qui le grandi traversie sentimentali che occupano i diari, le chat, le conversazioni di tutti gli adolescenti, maschi e femmine indifferentemente.

L’adolescente può cercare di risolvere questi gap mettendo da parte alcuni aspetti della propria identità personale, con rinunce e frustrazioni di potenzialità del suo sviluppo. È qui che l’intervento adulto diventa fondamentale. Essere degli osservatori silenti o intervenire in modo rigido con dettami e regole di vita non aiuta il ragazzo. Bisogna far sentire la propria presenza con una sintonia emotiva, far intuire all’adolescente che sappiamo cosa sta provando, quali possono essere i suoi pensieri, sensazioni ed emozioni. Aiutarlo a focalizzarli e collegarli ai propri comportamenti, mostrarsi aperti ed ascoltare, in modo che l’adolescente possa fidarsi e affidarsi. Questo lo aiuterà a sua volta ad ascoltare se stesso rimanendo in contatto con i propri vissuti, consapevolmente, e a sviluppare maggiori risorse di coping. Attraverso la vicinanza adulta l’adolescente può imparare ad integrare i diversi aspetti di sè che possono apparire in un primo momento come separati e senza connessioni.

 


Siegel, D. J. (2014). La mente adolescente. Milano, Raffaello Cortina.

The following two tabs change content below.

dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.