Processi cognitivi

“Perché le cose appaiono come appaiono?” La Percezione

Per parlare di percezione dobbiamo rispondere alla domanda di Koffka “Perché le cose appaiono come appaiono?”. Come mai davanti a stimoli sensoriali identici percepiamo cose differenti? La percezione è, tra i processi cognitivi, sicuramente uno dei più affascinanti.

Una doverosa premessa: la percezione non è la sensazione. La sensazione è l’esperienza immediatamente riferita a ciò che gli organi di senso ci trasmettono: il caldo, il freddo, il gusto, il sentire… La percezione nasce dall’esperienza sensoriale e ci dice qualcosa di più del nostro incontro con lo stimolo.

Come possiamo definire la percezione?

La percezione è un processo unitario in cui possiamo rilevare diversi momenti:

  • dall’insieme delle sensazioni emerge ciò che rileviamo più significativo ed importante per noi: qualcosa diventa figura ed il resto rimane sullo sfondo;
  • ciò che rileviamo più significativo ed importante per noi si organizza in una struttura, che va ad unificare i diversi elementi;
  • la struttura così formata si perfeziona e completa al di là di ciò che sono i dati sensoriali.

La scuola psicologica della Gestalt (della forma) sostiene che ciò che percepiamo è il risultato di una interazione ed organizzazione delle parti: “L’intero è differente dalla somma delle sue parti”.

Quali sono i principi che organizzano la percezione?

  1. Vicinanza. Tendiamo a vedere gli elementi di uno stimolo visivo tra loro vicini come parti dello stesso oggetto, gli elementi distanti come parti di oggetti diversi.
  2. Somiglianza. Tendiamo a vedere gli elementi di uno stimolo fisicamente simili come parti di uno stesso oggetto, di contro vediamo come parti di oggetti diversi elementi tra loro dissimili.
  3. Chiusura. Tendiamo a vedere le forme deliminatole da un contorno, ignoriamo eventuali interruzioni.
  4. Continuità. Davanti a varie linee che si intersecano, tendiamo a riunire i segmenti in modo da formare linee che siano il più possibile continue.
  5. Movimento comune. Quando vediamo elementi di uno stimolo che si muovono nella stessa direzione e alla stessa velocità, tendiamo a vederli come un unico oggetto.
  6. Simmetria. Il nostro sistema percettivo organizza gli stimoli nel modo più semplice possibile producendo percezioni il più possibile ordinate, simmetriche e regolari.

La psicologia della Gestalt ha inoltre individuato dei funzionamenti percettivi innati, non influenzati cioè da apprendimenti o esperienze esterne. Le leggi di organizzazione figurale sono:

  • Legge della sovrapposizione. Le forme che si trovano sopra ad altre costituiscono la figura e le altre lo sfondo. Questa legge non funziona se mancano indizi di profondità.
  • Legge dell’area occupata. La zona delimitata che occupa l’estensione minore tende ad essere colta come figura mentre quella che occupa l’estensione maggiore tende ad essere colta come sfondo.
  • Legge sulla base del destino comune. Anche quando le figure non sono delimitate e chiuse, percepiamo la figura e lo sfondo. E’ ciò che succede guardando l’immagine in copertina a questo articolo: riuscite a vedere i due triangoli, bianco e nero, seppur non delimitati in interezza?

Ronco A., (2001), Introduzione alla psicologia. 2. Conoscenza e apprendimento, LAS, Roma

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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