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Come agiamo in situazioni di pericolo? L’effetto spettatore

Come ci attiviamo quando assistiamo ad una situazione di emergenza? C’è differenza tra l’assistervi soli o insieme ad altri? La psicologia sociale ha studiato il tema e, per rispondere a questo quesito, chiama in aiuto un comportamento che ritroviamo all’interno dei gruppi: il comportamento prosociale

In questi ritroviamo la cooperazione, l’altruismo, il volontariato, l’intervento in emergenza…

E proprio nelle emergenze si è osservato un fenomeno particolare: più sono le persone che assistono all’evento, minore è la probabilità che uno dei presenti si attivi nel prestare soccorso. Questo processo prende il nome di “Effetto spettatore”. Uno studio, condotto da Latanè e Darley, evidenzia un vero e proprio modello decisionale in cinque fasi:

  1. Consapevolezza dell’evento (alta/bassa)
  2. Interpretazione dell’evento (emergenza/non emergenza)
  3. Valutazione della responsabilità (personale/nessuna)
  4. Valutazione dell’intervento (possibile/impossibile)
  5. Agire (intervenire/non intervenire)

La decisione negativa in una di queste, ha come risultato il “non intervento”.

Cosa influisce nel prendere la decisione? Possiamo individuare tre processi psicologici che possono inibire l’intervento: la diffusione di responsabilità, l’ignoranza pluralistica, l’inibizione sociale.

  • La diffusione di responsabilità (interviene nella fase 2). Se nell’affrontare un’emergenza siamo soli,  sappiamo che la responsabilità ricadrà esclusivamente su di noi. Se, invece, non siamo soli, la responsabilità sarà condivisa: ci sentiamo tutti un po’ meno obbligati ad intervenire.
  • L’ignoranza pluralistica (interviene nella fase 3). Essendo le emergenze eventi improvvisi, esitiamo  nel comprendere a fondo quello che sta accadendo. Se siamo con altri, tendiamo a osservarli per capire (cercando di carpire segnali) ciò che và fatto. Difatti ognuno diventa per l’altro modello di inazione: corriamo il rischio di rimanere fermi, tutti.
  • L’inibizione sociale (interviene nella fase 5). Assistere all’evento con altri agita alla sola idea di poter fraintendere la situazione e che questo errore sia visibile da altri. Ci proteggiamo da esperienze di imbarazzo, inibendoci nell’agire.

L’elemento chiave che, di fatto, influisce nella decisione, è la presenza o assenza di testimoni.

Un esempio che spieghi l’Effetto Spettatore? Il famoso caso di Kitty Genovese una ragazza aggredita in strada, per più di mezz’ora, poi tragicamente uccisa. Le indagini conclusero che in 38 persone assistettero all’aggressione e nessuno intervenì.


Arcuri L., (1995), Manuale di psicologia sociale, Il Mulino, Bologna

Mussen P. – Eisenberg B. N., (1985), Le origini delle capacità di interessarsi, dividere ed aiutare. Lo sviluppo del comportamento prosociale nel bambino, Bulzoni, Roma

 

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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