Età evolutiva

Analisi Transazionale e bambini: Fanita English

In questo post presenterò i punti salienti di un articolo pubblicato da Dolores Munari Poda (2013) sull’apporto di Fanita English alla psicoterapia Analitico Transazionale con i bambini. Come l’autrice sottolinea, “stupiva molto, anni fa, la nota affermazione che fosse scarsa o non esistesse proprio la cura dei bambini in Analisi Transazionale, se non in contesti prevalentemente educativi, quando, invece, il cuore dell’Analisi Transazionale è costituito dal copione e il copione è traccia di vita a partire dalla nascita, se non prima”.

Partendo da questa affermazione la Munari Poda annota i contributi della English nel lavoro con la psicoterapia infantile, che riguardano la sua formazione, l’attività clinica svolta e i contributi scientifici scritti e pubblicati. Questi contributi sull’infanzia sono coerenti con il concetto di script. Secondo l’autrice, “già prima dell’avvento ufficiale dell’AT relazionale di Sills, Hargaden, Cornell, era chiaro a Fanita il reciproco impatto bambino-adulto, l’incontro-scontro educativo, il fronteggiarsi di due energie e di due sensibilità, nella vita come nella terapia: suo grande merito è proprio l’aver colto dall’inizio la natura essenzialmente relazionale dell’intero processo evolutivo” (Munari Poda, 2013, il corsivo è mio).

Nell’articolo si sottolinea come Fanita English nei suoi scritti presenti un inno alle risorse innate del bambino e alla sua capacità di superare gli ostacoli che possono frapporsi alla crescita e allo sviluppo, nonostante la dipendenza oggettiva che caratterizza il suo rapporto con gli adulti che lo accudiscono. Non vi è la mistificazione o idealizzazione della relazione con la madre, ma vengono descritte spesso le difficoltà presenti tra gli attori della relazione (genitori-figli) e le modalità in cui insieme essi possono superare questi momenti utilizzando la loro creatività e le infinite risorse possedute.

La Munari Poda riporta le parole della English (2010): «Sono sempre colpita dal modo in cui i bambini sono motivati a tradurre i loro desideri in copioni colorati e da come le creature umane possano trovare modalità immaginative per usare questi precoci schizzi esistenziali, consapevolmente o inconsapevolmente dando supporto allo sviluppo delle loro vite». Viene quindi evidenziato il valore e la potenza delle capacità dei bambini, dei loro pensieri, della loro competenza simbolica, delle loro emozioni, elementi che li aiutano a creare, trasformare e rimaneggiare i loro copioni.

Si fa riferimento a Marion Milner (1992), dicendo che “compito di chi ascolta, accompagna, “cura”, genitore, insegnante o terapeuta, è di non uccidere la poesia, ma di addestrarsi a sentire i movimenti del cuore”.

Quindi, ogni bambino ha fin dall’inizio una sua specifica e peculiare facoltà creativa. Ogni adulto che si prende cura di lui, “dovrebbe saper offrire al piccolo uno spazio per esprimerla e/o condividerla attraverso i canali espressivi privilegiati nelle diverse occasioni: giochi, disegni, favole, costruzioni, narrazioni, movimenti, scoperte” in modo che il clima emotivo generato nel rapporto sia di comprensione. La comprensione vera si ha quando l’altro coglie i nostri silenzi, parole, insuccessi e fatiche (Munari Poda, 2013).

Secondo la English, bisogna sostenere il bambino nell’assecondare la propria crescita, monitorando l’intreccio tra gli elementi educativi e i bisogni di base personali del piccolo. A volte possono esserci dei blocchi, che vanno ad intaccare la creatività e la capacità di pensare del bambino e possono sfociare in sintomi depressivi. L’antidoto è recuperare la sfera emozionale e la spinta espressiva del bambino e molto spesso questo sarà possibile solo grazie ad un persorso di psicoterapia.

L’autrice conclude riportando le parole di Parthenope Bion Talamo quando parla del padre Wilfred R. Bion: “Il mio ricordo di Bion come padre è che non si dimenticò mai cosa vuol dire essere bambino, come ci si può sentire smarriti e perduti, disperati e affranti, ma anche come si può essere enormemente felici semplicemente stando accoccolati in braccio ad ascoltare una favola, o rapiti dalla bravura con la quale il papà o la mamma sanno disegnare un treno, fare dei biscotti, giocare a pallone: Bion difatti era un gran compagno di giochi e letture per tutti e tre i suoi figli, di quelli che si dedicano totalmente a quanto stanno facendo in quel momento” (Bion Talamo, 2008).

Un bel messaggio su cosa è realmente importante per un bambino…

 


Bion, T. P. (2008). L’apporto di Wilfred R. Bion alla psicoanalisi infantile. In Carbone Tirelli, L. (a cura di), Bion e la psicoanalisi infantile. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore.

English, F. (2010). “It Takes a Lifetime to Play out a Script”. In Erskine, R. G., Life Scripts: a Transactional Analysis of Unconscious Relational Patterns. London: Karnac Books.

Milner, M. (1992). La follia rimossa delle persone sane. Roma: Borla.

Munari Poda, D. (2013). Fanita English e i bambini. In Associazione I.T.A.C.A., Quaderno delle Giornate di studio Lavarone 2012 (pag 18-23).

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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