Psicopatologia

Il Disturbo d’Ansia Sociale. Parte I

Evitare di essere “l’anima della festa”, non parteciparvi o il timore di parlare in pubblico non sono sempre sinonimo di timidezza. Così come il rifiuto di leggere in classe e partecipare attivamente alle verifiche orali, non sono sempre sintomo di un problema di apprendimento.

Vivere nel timore che qualcosa di imbarazzante (umiliante) possa accadere e che gli altri possano giudicarci male è l’elemento centrale del disturbo d’ansia sociale. Il disturbo di ansia sociale, anche detto fobia sociale proprio per gli atteggiamenti di forte preoccupazione presenti, si manifesta diversamente nell’età evolutiva e nell’età adulta, poichè differente è la consapevolezza di sé nei diversi momenti: ciò che resta costante è l’evitamento delle situazioni sociali.

Nei più piccoli possiamo osservare vere e proprie crisi di protesta se allontanati dai genitori. Gli adolescenti appaiono più taciturni in contesti sociali (scuola, evitano feste o attività di gruppo). Gli adulti si accorgono dell’eccessiva preoccupazione che provano in determinate cirocostanze eppure non trovano modalità di risposta adeguate.

Quali sono le situazioni temute? Possiamo individuare due grandi aree:

  • Situazioni che si basano sulla performance ovvero si è o ci si sente osservati nel corso di un’azione (parlare in pubblico ad esempio).
  • Situazioni che si basano sull’interazione sociale ovvero sull’aspetto relazionale “stretto” come conoscere nuove persone nel corso di eventi sociali (meeting, feste…).

Quali sono i sintomi? Possiamo individuare più livelli:

  1. Livello fisiologico che comprende le manifestazioni neurovegetative ovvero sudorazione, balbuzie, tremori…
  2. Livello cognitivo. La visione che la persona ha di sé è come incompetente ed inadeguata mentre l’Altro, visto all’opposto, ha il potere di deridere e rifiutare. Questa visione sostiene la convinzione di non essere in grado di stare in relazione.
  3. Livello comportamentale. Chi soffre d’ansia sociale pur di non vivere le esperienze temute rinvia, evita e rinuncia, ritirandosi.
  4. Livello emotivo in cui permane un profondo stato di agitazione e preoccupazione verso le situazioni temute che resta costante nell’eventuale esposizione. Successivamente subentra un sentimento di tristezza misto a senso di sconfitta: questo conferma maggiormente la convizione di base (vedi livello cognitivo) sostenendo, quindi, condotte di evitamento.
The following two tabs change content below.

dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

Ultimi post di dr.ssa Laura Chirico (vedi tutti)

Cosa ne pensi?