Età evolutiva

L’importanza del NO nella crescita

“Lo accontento sempre, ha tutto quello che vuole, allora perchè fa i capricci?”
Quanti di voi, genitori, possono riconoscersi in questa frase? Dire sempre di SI, soddisfacendo ogni desiderio del bambino, oltre a non limitare i capricci, può stimolare l’insorgenza di problemi, anche nella vita adulta.
Persino dagli atti del XXIV Congresso Nazionale dei pediatri SIPPS possiamo leggere come le regole, i “no”, non traumatizzano, anzi, aiutano a crescere. Perchè? Il NO identifica un limite, ciò che si può e ciò che non. Questo non solo non è punitivo ma è un vero dono! Insegna al bambino che esistono delle regole, non solo familiari ma “della vita”, che non tutto ciò che vogliamo può essere soddisfatto e, soprattutto, non nell’immediato. Qual è il miglior modo per impararlo? Sperimentarlo nella relazione con i propri genitori. E la comunicazione è una delle chiavi principali: è importante dare messaggi chiari, che veicolino libertà di scelta, fiducia ed un confine. Il classico esempio della famiglia al supermercato ci permette di comprenderne le differenze:

Prima mamma: «Mi raccomando adesso non fate come al solito, non fatemi fare brutta figura, non fate capricci, e comportatevi come si deve che poi vi do un premio»; seconda mamma: «adesso entriamo al supermercato. Compreremo solo una delle cose che mi indicherete. Potete scegliere voi, ma solo una cosa. Ovviamente a condizione che rimaniate vicino a me e mi diate sempre la mano: siete d’accordo?»

Il primo intervento è un messaggio di “ricatto”, dove con svalutazioni si chiede di non fare, senza fornire altenative, per ottenere un premio. L’obiettivo non è quindi imparare una regola sociale, ma quella di non essere così sbagliati come al solito ed ottenere un riconoscimento: per cosa?

Il secondo intervento coinvolge, riconosce le competenze dei bambini e sostiene la loro autostima. Fornisce una regola precisa, condivisa, ed il riconoscimento è reale.

Non esiste un bambino capriccioso. Esistono modalità d’interazione del bimbo con i suoi riferimenti che cambiano con l’età, ma il bimbo non farà mai capricci, semplicemente esplora, forza, si adegua.

Spetta al genitore fornire il giusto confine d’esplorazione e permettere al bambino di acquisire le regole di interazione sociale.

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Per i genitori interessati si consiglia la lettura del testo:

Phillips A., (1999), I no che aiutano a crescere, Feltrinelli, Milano

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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