Relazioni

Né con te né senza di te: quando lasciarsi sembra impossibile

Quando l’amore finisce non è sempre semplice dirsi addio.

Ebbene sì, dobbiamo farcene una ragione: anche l’amore finisce! Quel magico sentimento e che ha reso così meravigliose le nostre vite può sfiorire e quando ciò accade la cosa più giusta che possiamo fare per noi (e per il nostro partner) è iniziare un nuovo percorso di vita senza quel rapporto. Facile, in teoria! Nella realtà dei fatti lasciarsi è veramente molto complicato poiché nelle relazioni sentimentali entrano in gioco dinamiche psicologiche e contestuali che non si esauriscono nell’Amore e nella sua conclusione. Molte volte non riusciamo a lasciare per senso di colpa, per paura di far soffrire, per ragioni economiche, culturali, presenza di figli. Ci sono però situazioni in cui questi fattori non sussistono ed entrambi i partner si rendono conto che il sentimento è sfiorito. In alcune, addirittura, quella relazione, una volta porto sicuro in cui rifocillare le fatiche dell’anima, è diventata uno spaventoso teatro di conflitti, rivendicazioni, aspettative tradite, perverse dinamiche di potere. Ciononostante non riusciamo a lasciarla andare.

Perché non riusciamo a lasciarci?

La coppia è un luogo di incontro tra due identità distinte che nel rapporto intimo con l’altro ricercano un compagno di avventura oppure, a seconda dei casi, un genitore, un fan, un’àncora, un figlio. In essa ognuno di noi deposita una serie contenuti appartenenti al proprio mondo interno nella speranza di vedere esauditi bisogni e desideri così profondi da essere celati persino a noi stessi (-> leggi Chissà perché ti amo: i bisogni psicologici alla base dell’innamoramento). In ciò consiste la potenzialità evolutiva della coppia. Tuttavia, il rischio connesso all’utilizzare il compagno/a come una estensione di noi stessi è che da questi è difficile separarsi. Rimaniamo così intrappolati in un limbo per cui non si riesce a stare insieme (poiché quell’aspetto di noi incollato sull’altro ci repelle) e contemporaneamente non si riesce lasciarsi, poiché significa separarsi proprio da quella parte di noi rifiutata dalla coscienza ma intimamente appartenente al nostro essere. Abbiamo richiesto al nostro partner di essere arrabbiato per entrambi, addolorato per entrambi, creativo per entrambi per non fare contatto con una rabbia, una tristezza, una creatività che non possiamo abitare noi stessi. Così ora non riusciamo a stargli vicino ma non possiamo neanche lasciarlo poiché significherebbe rinunciare del tutto alla nostra possibilità di veder espressi questi aspetti, seppure attraverso l’altro. È come voler andare via da un posto lasciando il nostro naso storto, le nostre orecchie a sventola, i nostri piedi piatti. Saranno pure brutti, per questo non riusciamo a guardarli con amore, ma sono pur sempre il nostro naso, le nostre orecchie, i nostri piedi e non possiamo lasciarli lì!

In che modo possiamo uscire da questo impasse?

Il primo ed indispensabile passo è quello di riappropriarci di quegli elementi negati e attribuiti al nostro partner, assumendoci la responsabilità di prendercene cura. Possiamo quindi chiederci cosa del nostro compagno ci irrita, spaventa, emoziona tanto e cosa tutto questo ci dice di noi. Il secondo è capire quando e perché abbiamo deciso di rinunciare a quelle parti di noi e cosa accoglierle ci comporterebbe.  Essere arrabbiati ci pone di fronte alla paura di distruggere l’altro e noi stessi? Essere tristi ci spaventa perché temiamo di rinunciare per sempre alle gioie della vita? Siamo convinti che esprimendoci liberamente saremo rifiutati?

Ancora una volta: non è facile né immediato ma con l’aiuto di un terapeuta potremo costruire un luogo in cui dialogare con ogni parte di noi con amore e renderci liberi di andare o restare perché del nostro tesoro scheggiato siamo diventati ormai gli unici custodi.

 


Dicks HV (1967). Marital Tensions. Trad. it. Tensioni coniugali. Studi clinici per una teoria psicologica dell’interazione. Roma: Borla 1992.

Norsa D & Zavattini GC (1997). Intimità e collusione. Teoria e tecnica della psicoterapia psicoanalitica di coppia, Milano: Raffaello Cortina Editore

 

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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