Età evolutiva

Il Massaggio Infantile come rinforzo al legame di attaccamento

Il Massaggio Infantile è un’antica tecnica che, all’interno di alcune culture, fa parte dell’abituale maternage e viene trasmessa di generazione in generazione. Le donne indiane, per esempio, massaggiano i loro figli fin dalla nascita, aiutandoli in questo modo ad entrare delicatamente nel mondo extrauterino. I bambini si abituano a questo tocco sul loro corpo, a questo dono d’amore quotidiano e crescono con un maggiore predisposizione ad essere gentili ed amorevoli verso gli altri. Il massaggio, infatti, non è solo una tecnica che aiuta il rilassamento o l’eliminazione di alcuni disagi fisici del bambino, ma è una risorsa per creare una comunicazione tra genitore e figlio che promuoverà il bonding (il legame, il processo di attaccamento). È ormai risaputo che lo sviluppo di uno stile di attaccamento sicuro è per il bambino la premessa necessaria nella costruzione di sane relazioni future e un generale benessere psicologico.

Il Massaggio Infantile, quindi, praticato con costanza, sostiene la salute e il benessere del piccolo a più livelli. Ma vediamo nello specifico quali sono questi benefici.

Prima di tutto permette al genitore una conoscenza profonda dei bisogni e delle reazioni del bambino. Egli diventa “l’esperto” del proprio figlio, cogliendone i segnali, comprendendone il linguaggio non verbale e reagendovi adeguatamente. Il neonato, d’altra parte, è già pronto a comunicare attraverso tutti i suoi sensi. Il tatto, infatti, si sviluppa nell’embrione prima dell’ottava settimana di gestazione, per cui il piccolo è già sensibile ai movimenti del liquido amniotico. A cinque giorni di vita il bambino è in grado di distingue l’odore della madre e il sapore del suo latte da quello di altre donne. Anche la vista si sviluppa ancor prima della nascita: a sei/sette mesi di gestazione il nascituro risponde agli stimoli luminosi. Dopo la nascita è attratto dalle forme tondeggianti degli occhi e dei capezzoli della madre. Il neonato ha una particolare predilezione per le tonalità alte dei suoni, che rispecchiano la voce acuta usata in genere dalle mamme, e questo avviene già a sei settimane di gestazione. Il bambino è quindi “programmato” per stare in relazione già durante la gravidanza e, subito dopo la nascita, inizierà un’interazione più esplicita. Il legame di attaccamento si svilupperà pian piano attraverso lo scambio di contatto oculare, suoni vocali, stimoli tattili e quella sincronia e alternanza dei turni comunicativi che sono stati ben descritti dagli studi dell’Infant Research. Il massaggio infantile, attraverso il contatto epidermico, visivo e sonoro (parole, canzoni e filastrocche) che lo caratterizza offre, quindi, un ulteriore “linguaggio” attraverso il quale scambiare sensazioni, emozioni e fornire al piccolo quel rispecchiamento emotivo e quel riconoscimento di essere desiderato e amato fondamentale per il suo sviluppo psicologico.

I famosi studi di Harlow sulle scimmie hanno dimostrato come il contatto fisico tra il cucciolo e il genitore sia più importante del cibo e come la qualità di tale contatto vada ad influire sullo stato emotivo e il comportamento futuro del piccolo. Dal punto di vista fisico, il massaggio nell’uomo agisce allo stesso modo dell’atto del leccare tipico degli animali. Quando un animale lecca i propri cuccioli ha l’obbiettivo di mantenere un contatto epidermico stretto con loro. Si è visto che i piccoli che vengono leccati crescono maggiormente di peso e sono più forti. Se questo non avviene, invece, saranno più magri e deboli e da grandi tenderanno a combattersi e a rifiutare i loro stessi figli. Numerosi sono gli studi fatti sui bambini prematuri che testimoniano come, anche nell’uomo, il massaggio permetta un maggiore aumento di peso e un più veloce sviluppo neurologico. La stimolazione sensoriale del massaggio, infatti, velocizza la mielinizzazione del cervello e del sistema nervoso.

In tutte le situazioni di ospedalizzazione precoce del neonato il massaggio sarà, inoltre, una risorsa fondamentale per rinforzare la formazione del legame di attaccamento. L’impossibilità per genitore e figlio di stare insieme, infatti, può divenire ostacolo a quello scambio di segnali necessario al bonding. Negli animali si è osservato che il momento cruciale per l’instaurazione del legame di attaccamento è nelle poche ore dopo la nascita. Se madre e cucciolo vengono separati è facile che poi la madre rifiuti il figlio e che quindi il cucciolo muoia. Nell’uomo, si è osservato che lunghe separazioni dopo la nascita possono rendere le mamme meno propense ad attivare comportamenti di cura adeguati.

Le situazioni di adozione e affido, inoltre, traggono molti benefici dalla pratica del massaggio: l’applicazione costante può supportare la formazione della relazione tra genitori e figlio, sostenendo lo scambio e una conoscenza reciproca profonda.

Il massaggio rinforza anche il legame tra fratelli. Si può insegnare ai figli più grandi la tecnica in modo che la applichino sui fratellini più piccoli. Questo processo aiuta l’accettazione dell’arrivo di un nuovo nato in casa, attenuando il rischio di gelosie: il figlio più grande sente di avere un ruolo importante, sviluppando competenze di accudimento e la capacità di stare in contatto con l’altro. Elaborerà un legame di attaccamento attraverso gli stessi processi di scambio oculare, uditivo ed epidermico che avvengono tra genitori e figlio.

A livello fisiologico, un altro beneficio importante che si ottiene per il bambino è il rilassamento. Si è visto, infatti, che questa tecnica promuove un abbassamento dei livelli dell’ormone dello stress, portando quindi anche ad un miglioramento del funzionamento del sistema immunitario. Nei primi tre anni di vita si forma la maggioranza delle connessioni tra le cellule cerebrali, per cui l’interazione prodotta dal massaggio influenzerà lo sviluppo emotivo del bambino e le modalità con cui reagirà allo stress da adulto. Già durante la gravidanza, i livelli di ormone dello stress presenti costantemente nel sangue della madre vengono assorbiti dal nascituro attraverso la placenta. I bambini alla nascita saranno molto probabilmente sottopeso, iperattivi e irritabili. Se la gestante ha vissuto  condizioni di vita difficili durante la gravidanza, il massaggio può essere una risorsa dopo la nascita per aiutare il bambino a rilassarsi e ad abbassare i propri livelli di ormone dello stress. Livelli troppo alti possono ostacolare il suo sviluppo fisico e il suo apprendimento intellettivo.

Con il massaggio, inoltre, i bambini traggono un effetto benefico anche verso piccoli fastidi quali le coliche, l’aria nella pancia, la febbre, la congestione pettorale e la congestione nasale.

I papà che ruolo hanno? Un ruolo fondamentale! Il massaggio può essere praticato da entrambi i genitori. Per i papà, inoltre, può essere l’occasione per stare più tempo con il proprio figlio, ritagliandosi uno spazio intimo solo con lui, visto che molto spesso nella nostra società i padri tornano a lavorare molto presto dopo la nascita del piccolo.

Dove imparare la tecnica? È fondamentale affidarsi a personale qualificato, specializzato nel massaggio infantile (e non per adulti) e che abbia competenze sullo sviluppo infantile e sul periodo perinatale.

I corsi di massaggio infantile possono essere organizzati in incontri individuali per la coppia genitoriale/singolo genitore interessato, oppure in incontri in piccoli gruppi di più genitori. La scelta è soggettiva. Il gruppo presenta il vantaggio di facilitare lo scambio di esperienze, il sostegno reciproco e la nascita di legami tra adulti che possono poi essere mantenuti e prolungare quell’esperienza di intimità nata dalla condivisione di una fase così importante della vita: il diventare genitori.


Bowlby, J. (1969). Attachment and Loss. New York, Basic Books.

Leboyer, F. (2005). Shantala. L’arte del massaggio indiano per far crecere i bambini felici. Milano, Sonzogno.

McClure, V. (2001). Massaggio al bambino messaggio d’amore. Pavia, Bonomi editore.

Stern, D. N. (1987). Il mondo interpersonale del bambino. Torino, Bollati Boringhieri.

 

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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