Età evolutiva

Mamma che paura!

Partiamo dalle statistiche: un bambino su 10 ha preoccupazioni che non gli permettono di fare cose che in realtà vorrebbero. Altri invece sono così spaventati di certi posti che cercano in tutti i modi di non andarci. I Disturbi d’Ansia in età evolutiva sono molto più comuni di quanto si possa pensare e spesso si tende a sottovalutarli perché la maggior parte delle persone sono convinte che ad un certo punto i bambini saranno in grado di superarli autonomamente con la crescita. E nel frattempo molte famiglie soffrono questa situazione e con loro i bambini.

Essere genitori di un bambino ansioso è un compito molto difficile e complesso. La maggior parte di questi bambini necessitano di una costante attenzione da parte dei genitori ottenendo spesso pochi risultati. Tra le cause principali dello stile ansioso di un bambino, oltre l’aspetto temperamentale che ci viene “dato” alla nascita, c’è quello ambientale ed in particolare l’apprendimento, attraverso comportamenti reiterati nel tempo. È comprensibile che una persona ansiosa e ancora di più un bambino suscita, nelle altre persone, comportamenti di accudimento volti alla diminuzione dello stato ansioso e in molti casi questo sembra essere una “buona azione”. Tuttavia se questa tipo di interazione viene attuata ogni volta che il bambino sperimenta preoccupazione verso qualcosa è molto probabile che impari:

1) Ad essere protetta ogni volta che si presenta uno stimolo ansioso;

2) Che non è in grado di gestire le cose autonomamente.

E allora che fare?

Un buon sistema, che viene ripreso nella maggior parte dei training per i Disturbi d’Ansia in età evolutiva, è quello di permettere di sperimentare al bambino situazioni ansiose gradualmente, partendo da quelle meno spaventose. Per fare questo è necessario osservare il proprio figlio cercando di creare una gerarchia delle paure per non correre il rischio di partire subito da quello che lo spaventa di più. A questo punto, tramite l’esposizione agli stimoli ansiosi e al raggiungimento di obiettivi preventivamente prefissati e prontamente premiati si avvia un processo di desensibilizzazione allo stimolo fobico.

Lo scopo dei training sui Disturbi d’Ansia non riguarda la scomparsa dell’emozione, cosa impossibile e disfunzionale, ma una migliore gestione, tramite strategie alternative di un’emozione utile e necessaria per il raggiungimento di molti obiettivi prefissati.


Lyneham H., Abbot M., Wignall A., Rapee R., Il programma cool kids, manuale del genitore, 2014, Istituto di Scienze Cognitive Editore, Sassari.

Celi F., Fontana D., Psicopatologia dello sviluppo, storie di bambini e psicoterapia, 2015, McGraw Hill Education, Milano

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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