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Inno alla gioia (parte seconda): come diventare più gioiosi e migliorare la nostra vita

Imparare ad essere più gioiosi si può!

Nel precedente articolo abbiamo visto come la gioia e le emozioni positive in generale possano migliorarci la vita. Ora vedremo come incrementare queste emozioni sino a renderle parte integrante della nostra quotidianità.

La ricerca dimostra come esistano persone più propense a provare emozioni positive di altre, sia a causa di una ereditarietà genetica, sia in ragione di una serie di apprendimenti infantili che tendono a direzionarci verso una precisa gamma emotiva. Secondo l’Analisi Transazionale, infatti, sin da bambini l’espressione di alcune emozioni è attivamente incoraggiata e preferita ad altre che vengono invece rifiutate da chi si prende cura di noi, in linea con i suoi valori e bisogni inconsci e quelli della cultura di appartenenza. In questo modo, sin da piccoli impariamo che per essere accettati e sentirci ok (dotati cioè di un valore) è bene nascondere persino a noi stessi alcune nostre emozioni. Se, ad esempio, abbiamo sperimentato che è più sicuro per noi essere tristi piuttosto che esuberanti allora la tristezza, nelle sue varie sfaccettature, diventerà una emozione parassita che contatteremo e mostreremo anche quando in realtà la nostra emozione autentica è la gioia, che abbiamo appreso essere inaccettabile per gli altri e “colpevole” esporci al rischio dell’indifferenza e del rifiuto.

Questo vuol dire che siamo destinati a provare una precisa gamma di emozioni e che se siamo delle persone tendenzialmente malinconiche non c’è speranza di diventare più gioiosi ed allegri?

Per fortuna non è così: se ereditario non vuol dire ineluttabile, appreso non vuol dire immutabile e in qualsiasi momento noi possiamo apprendere nuove modalità di manifestare le nostre emozioni ed accedere a stati d’animo presenti dentro di noi ma che non riusciamo a tirare fuori.

Come, quindi, possiamo aumentare la nostra quota di gioia?

  • Un primo modo è quello di mantenere una attenzione consapevole al presente, senza spostare il nostro pensiero su ciò che è stato, e non è più, o su ciò che sarà, e non è ancora. Purtroppo in una società performante come la nostra tendiamo a vivere continuamente proiettati nel futuro o nevroticamente ripiegati sul passato alla ricerca di conferme sulla nostra identità e sul nostro valore, dimenticandoci di prestare attenzione consapevole a cosa accade qui e adesso. Il risultato è che costeggiamo distrattamente la nostra vita, senza mai viverla davvero. Mantenere una attenzione partecipe al presente, invece, ci aiuta ad aumentare la nostra quota di benessere poiché ci rende più attenti a ciò che ci accade e ci libera dall’ansia del futuro e dai fantasmi del passato.
  • Un altro modo è quello che Bryant e Veroff definiscono Savoring (assaporare), vale a dire vivere il momento presente con la consapevolezza del piacere e con attenzione a vivere il piacere stesso. Di seguito alcune tecniche utili per apprendere l’arte di assaporare:
  1. Intensificare le nostre percezioni: siamo costantemente bombardati da continui stimoli, che colpiscono i nostri  sensi arricchendo la nostra esperienza ma allo stesso tempo distraendoci. Per goderne pienamente possiamo imparare a focalizzarci su alcuni elementi particolarmente gradevoli trascurandone momentaneamente altri (quando mangiamo un cibo che ci piace, ad esempio, per assaporarlo a pieno possiamo prestare attenzione prima al suo aspetto, quindi al gusto, poi alla consistenza e così via);
  2. Focalizzarsi sul sentire, lasciandosi attraversare dai pensieri senza trattenerli. In questo esercizio molto utili possono essere le pratiche medidative e la mindfullness
  3. Portare con noi qualcosa dell’esperienza (un oggetto, una fotografia mentale di quel particolare momento). Questo ci consentirà di “fissare” nella nostra mente quello stato di benessere;
  4.  Condividere cosa apprezziamo di quella situazione con altre persone.
  • Infine per sviluppare una tendenza alla gioia possiamo focalizzarci sugli aspetti positivi di ciò che viviamo, trascrivendo quel che di bello ci è accaduto durante la giornata e coltivando il nostro sentimento di gratitudine.

In conclusione diventare più gioiosi è possibile e per farlo abbiamo molte frecce al nostro arco. Sta a noi decidere di scagliarle e, eventualmente, se chiedere aiuto nel momento in cui ci rendiamo conto che da soli non riusciamo a darci il permesso di essere gioiosi.

 


Bryant F. B. & Veroff  J. (2007) Savoring: a new model of positive experience. Mahwah, NJ, Erlbaum.

Seligman, M. E., & Franzosi, T. (2010). La costruzione della felicità. Sperling paperback.

 

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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