Sesso

Il Gioco della Violenza Carnale

Cosa c’entra il gioco con una cosa drammatica e seria come la violenza sessuale?

In Analisi Transazionale (AT) il termine gioco non si riferisce all’attività ludica dei bambini o del bambino che è in ogni adulto ma è mutuato dalla Teoria matematica dei giochi. Se avete visto il film “A Beautiful Mind” in cui Russel Crowe interpreta il premio Nobel schizofrenico John Nash ricorderete che la Teoria dei Giochi riguarda i comportamenti in casi di conflitto per ottenere un guadagno. Nel film il guadagno era rappresentato dal “possesso” della ragazza bionda nel bar (vedi il video in fondo).

Berne indicò una formula precisa per capire se una sequenza di comportamenti è un Gioco o non lo è: T1+T2=R→CdS→C

T1 è il “Tranello”, l’esca, il comportamento messo in atto dal primo giocatore che sembra una cosa ma è un’altra; T2 è il tornaconto, l’anello al quale si aggancia il primo giocatore; R è la reazione, cioè il comportamento messo in atto dal secondo giocatore quando viene agganciato. Il Colpo di Scena (CdS) è il cuore del Gioco: il primo giocatore cambia le carte in tavola e spiazza il secondo. In questo modo entrambi ottengono il proprio Compenso (C), che consiste in un guadagno psicologico e sociale.

Anche il Gioco “Violenza Carnale” rispetta questa sequenza: i giocatori sono solitamente donna (primo giocatore) e uomo (secondo giocatore). Ma può essere giocato anche a ruoli invertiti, da due donne o da due uomini. Il T1 è l’atteggiamento seduttivo; il T2 è il desiderio di potenza, al quale segue la Reazione costituita da un atto di forza. A seconda del grado (tutti i Giochi psicologici hanno 3 gradi di intensità) cambiano il Colpo di Scena e il tipo di Compenso. In linea di massima, si ha il colpo di Scena quando, dopo aver mostrato atteggiamenti seduttivi, la donna ferma la reazione dell’uomo dicendogli: «Ehi, io non sono il tipo di donna che credi, anche se ti ho incoraggiato! E comunque vada per me mi stai usando violenza».

Il Compenso per la donna consiste nell’accumulare ogni volta un bollino da aggiungere alla Grande Raccolta Punti dell’Album “Tutti gli uomini sono Inetti e Cattivi”. Quando completa l’Album può vincere il premio: vivere finalmente la vita che ha sempre desiderato sua madre (o suo padre) per lei. Per l’uomo il compenso è essere respinto e umiliato. Anche nel suo caso i bollini servono per vincere la Grande Umiliazione definitiva. Chi conosce la teoria del Copione ha un’idea più profonda di ciò di cui sto parlando.

Ma perché le persone giocano? Perché sono spaventate dall’intimità. Ciò che vogliamo veramente nella relazione con l’altro è la sentirci visti e compresi in profondità, in modo autentico. Ma mostrarsi in piena luce ci spaventa. Lo desideriamo ardentemente, ma altrettanto ardentemente ne siamo intimoriti. Perché nel rapporto intimo siamo vulnerabili, l’altro potrebbe ridere di ciò che ci procura allegria ed estasi, potrebbe ridere delle nostre debolezze e fragilità. E allora ricorriamo a una serie di transazioni “sicure”, ripetitive, che hanno sempre le stesse regole e che ci permettono di esprimere una parte delle nostre emozioni e di nutrirci di un surrogato dell’intimità. Un “compagno di giochi” non sarà un amico o un amante ma è pur sempre qualcosa.

 

Gioco e Realtà: il Contratto

Da quanto abbiamo detto finora è evidente che non stiamo parlando del vero e proprio stupro. Berne usò l’espressione “Violenza Carnale” per indicare una dinamica psicologica che spesso attuiamo, specialmente nelle relazioni sessuali: «Ok, ci siamo spinti fin qui ma non andiamo oltre, dai (sono fidanzata/o, siamo colleghi, sono religiosa/o…)», «Ok, abbiamo fatto sesso ma io non ero del tutto convinta/o» «Sei tu che mi hai portato a…» etc.

Riguardo allo stupro, occorre ricordare sempre che ogni atto sessuale deve nascere da un accordo reciproco, esplicito e consapevole. Non basta un accorto formale o presunto:

Il sesso può essere considerato corretto e sleale. La sua natura dipende dal “contratto” o dall’accordo fra le due parti. Se entrambe sono chiaramente d’accordo e si mantengono di questo avviso, il sesso è corretto. […] Questo giudizio è conforme all’idea legale di un contratto, dove il semplice consenso non basta: deve essere un consenso “maturo”. (Berne, 50)

La differenza tra lo stupro e il gioco “Violenza carnale” è che nel gioco i due si dicono: «Facciamo finta che stai abusando di me (anche se non lo stai facendo davvero)» con tutti i benefici psicologici che ne derivano. Nello stupro invece non si fa finta: l’uomo procura davvero sofferenza e lede la dignità della donna. E non è un gioco perché per giocare bisogna essere almeno in due, mentre nello stupro non c’è alcun accorto maturo tra le parti.

In conclusione,  giocare è un’abitudine: ci alleniamo fin da piccoli con i nostri giochi psicologici preferiti, scegliamo amici e partner che ci consentono di attuare i nostri giochi (ribadisco: non i giochi divertenti ma i giochi psicologici). Eppure, se ci pensiamo un attimo, invece di giocare potremmo avere un rapporto autentico, spontaneo, schietto e goderci il corpo, il sesso e la vita in modo intenso e intimo. Vale la pena rischiare, no? Magari facendoci dare una mano a muovere i primi passi se rischiare da soli ci spaventa.

 


Berne E. (1987), Fare l’amore, Milano: Bompiani

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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