Età evolutiva

Risvolti emotivi nei bambini con Disturbo Specifico d’Apprendimento. Parte II

Come detto nel precedente articolo, la dimensione psicologica che ha un impatto maggiore nell’analisi dei DSA è l’autostima, ovvero il valore che si attribuisce a sé stessi. Abbiamo già delineato il rapporto esistente tra difficoltà di apprendimento e bassi livelli di autostima: questo si riflette in una immagine di sé come inadeguato ed una scarsa energia mentale nell’investire sui compiti che la scuola quotidianamente richiede agli alunni, in termini di sviluppo di competenze e capacità cognitivo, emotivo e sociali (Stella, 2002).

Quali fattori contribuiscono alla costruzione dell’autostima? Noi tutti impariamo a darci valore attraverso il rapporto con gli altri significativi, soprattutto le immagini di sé nei bambini, che sono in divenire, sono vulnerabili (Sullivan,  1953).  L’esperienza di accettazione da parte di genitori, fratelli,  insegnanti e pari sono essenziali per la formazione di un concetto di sé positivo. Anche il contesto sociale ha il suo impatto: un ambiente accettante e performance positive contribuiscono positivamente allo sviluppo di una sana autostima, mentre ambienti difficili ed esperienze di fallimento contribuiscono negativamente (Covington, Beery, 1976).

Gioca un ruolo importante nella costruzione del concetto di sé, l’ambiente  scolastico. La scuola rappresenta la prima occasione dove i bambini  agiscono da soli e si confrontanto con gli altri. Questo costituisce un ottimo terreno di prova per sé stessi e, dato che i bambini con DSA si scontrano facilmente con fallimenti accademici,  la loro immagine di sé risulta particolarmente a rischio (Bloom, 1976; Bryan, Pearl, 1979). Tale esperienza è poi amplificata dal confronto con gli altri bambini della classe.

Quindi che ruolo gioca l’ambiente nella costruzione della stima di sé? I bambini con DSA che sperimentano le difficoltà emotive finora presentate, cominceranno a sentirsi inadeguati ed incompetenti e l’ambiente potrebbe rinforzare queste convinzioni: questo si ripercuote sul modo in cui i bambini risponderanno alle diverse richieste ambientali. L’autostima può quindi essere definita come uno schema (cognitivo-­comportamentale) che viene appreso attraverso l’interazione continua con e su ambienti diversi.

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MIAZZI S., (2017), Emozioni e DSA: relazioni circolare e causale

BLOOM B.S., (1976), Human characteristics  and school learning. Mc Graw Hill, New York

BRYAN  T.,  PEARL  R., (1979), Self-­concepts  and  locus  of  control  of  learning  disabled children, in “Journal of Clinical Child Psychology”, 223-­226

COVINGTON, M.C., BEERY, R.G., (1976), Self-­worth and school learning, Holt, Rinehart & Winston, New York

SULLIVAN H.S., (1953), The interpersonal  Theory of psychiatry, W.W. Norton, New York

STELLA  G., (2002), La Dislessia. Aspetti  clinici, psicologici e riabilitativi, Franco  Angeli, Milano

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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