Età evolutiva

Le funzioni esecutive: come sono e come si sviluppano (parte seconda)

Riprendendo l’articolo della scorsa settimana sulla descrizione delle principali funzioni esecutive (FE), in questo articolo verrà descritta la loro evoluzione nelle diverse fasi dello sviluppo di una persona.

I principali studi volti a identificare il costrutto delle FE in età evolutiva suggeriscono come fino ai 3 anni le diverse funzioni esecutive siano indistinguibili e identificano un modello unitario come il migliore per spiegare le prestazioni osservate (Wiebe, 2011). Già a partire dai 4 anni è possibile identificare due dimensioni separate, una che rappresenta i processi inibitori e l’altra legata ai processi collegati alla memoria di lavoro (Monette, 2015; Usai, 2014). Solo a partire dagli 8 anni è possibile identificare le tre dimensioni descritte nel precedente articolo e quindi: l’inibizione, l’aggiornamento di memoria e la flessibilità cognitiva.

L’inibizione: 

L’inibizione è la prima tra le FE ad emergere. Questo accade già nel corso del primo anno di vita e subisce rapidi cambiamenti tra i 2 e i 6 anni. I cambiamenti più significativi avvengono in età prescolare crescendo significativamente tra i 2 e i 5 anni; già a partire dai 4 anni i bambini sono in grado di eseguire compiti che richiedono diversi tipi di abilità inibitorie, dalla semplice inibizione della risposta motoria ad abilità più complesse che richiedono l’integrazione della memoria di lavoro. Tra i 5 e gli 8 anni si osservano continui miglioramenti in compiti inibitori che richiedono un sempre maggiore coinvolgimento della memoria di lavoro.

La memoria di lavoro (MdL):

Per quanto riguarda la Mdl, la capacità di rappresentare mentalmente un oggetto compare nel primo anno di vita, mentre la capacità di trattenere un’informazione nella propria mente in un compito tipo span si sviluppa significativamente tra i 3 e i 5 anni. Nel corso dello sviluppo, la progressiva e maggiore efficienza dell’inibizione e della Mdl influenza la prestazione dei bambini nelle situazioni complesse: tra i 3 e i 5 anni si osservano miglioramenti nella capacità di sopprimere risposte dominanti o automatiche in compiti che richiedono un certo carico cognitivo in termini di Mdl.

La flessibilità cognitiva:

L’ultima delle FE in termini evolutivi ha uno sviluppo più tardivo e fino ai 6 anni è fortemente associata alla Mdl o all’inibizione, tanto da non costituire una dimensione indipendente dalle altre. Infatti i compiti di flessibilità da un lato richiedono di mantenere attive più rappresentazioni contemporaneamente, esercitando un carico sulla memoria di lavoro, dall’altro nel passare da una rappresentazione all’altra richiedono di sopprimere di volta in volta una delle rappresentazioni. I compiti di flessibilità valutano proprio la capacità di passare da un’attività mentale a un’altra e di gestire l’interferenza che ne consegue.

Per i bambini con ADHD lo sviluppo delle funzioni esecutive rappresenta un ostacolo significativo allo svolgimento delle richieste ambientali crescenti alle quali vengono sottoposti durante la maturazione. Un deficit di una o più FE corrisponde spesso ad un comportamento di tipo disfunzionale nei diversi ambiti di vita del bambino che non riesce a sviluppare un adeguato controllo dei vari aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali.


Usai M.C., Traverso L., Gandolfi E., Viterbori P., FE-PS 2-6, Batteria per la valutazione delle funzioni esecutive in età prescolare, 2017, Erikson, Trento.

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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