Sesso

Asessualità: perché alcuni non provano attrazione sessuale?

È possibile che esistano persone che non vogliono fare sesso e che non provano attrazione sessuale verso nessun genere? Sì, è possibile e non si tratta di una malattia: sono gli asessuali.

Quando si parla di sesso, occorre sempre ricordarsi che noi esseri umani siamo portati a giudicare anormale o patologico tutto ciò che noi non facciamo.  Vediamo invece cosa dicono in proposito alcuni degli studi più recenti.

 

Cos’è l’asessualità?

L’Asessuale è una persona che non prova attrazione sessuale. Gli eterosessuali sono attratti da persone del sesso opposto, gli omosessuali da persone del proprio sesso e i bisessuali da entrambi i generi e pare che ci siano evidenze per cui chi è attratto da transessuali sia da classificare separatamente: uno studio del 2016 ha dimostrato che i ginandromorfofili non sono “omosessuali repressi” ma persone attratte proprio da persone con quelle caratteristiche specifiche. Gli asessuali, invece, non provano attrazione per nessun genere sessuale.

Ciò non significa che siano vergini: possono aver avuto una blanda e poco entusiastica attività sessuale in passato o averne una sporadica per accondiscendere a ciò che la società o i partner si aspettano da loro. Alcuni non sentono l’esigenza di una vita di coppia, altri invece desiderano stabilire un intenso e profondo rapporto affettivo. Ci sono molte varianti e gradazioni nel fenomeno dell’asessualità, ma il minimo comun denominatore è il disinteresse per il sesso.

Il fenomeno era emerso già negli anni ’50 nel celebre Rapporto Kinsey, dal quale risultava che l’1%-4% degli uomini e l’1%-19% delle donne era “non sessuale” (Xs). Una ricerca del 2004 di Bogaert ha stimato che le persone asessuali sono l’1,05%.

A questo proposito, mi ha colpito una ricerca recente da cui risulta che i millennials fanno poco sesso. Confrontando i ragazzi del 1960-70 con quelli nati nel 1980-90 è emerso che sono più che raddoppiati (dal 6% al 15%) gli americani che non hanno avuto partner sessuali dopo i 18 anni. I tassi più alti di inattività sessuale sono stati riscontrati nelle donne, mentre erano assenti tra i neri americani e le persone con istruzione superiore. la percentuale di adulti tra i 20 e i 24 anni che non avevano avuto partner sessuali dopo i 18 anni. Ma quella di fare meno sesso è una tendenza che aumenta di anno in anno.

Viene quindi da chiedersi: l’asessualità oggi è maggiormente accettata e più dichiarata perché meno soggetta alla desiderabilità sociale? o è un prodotto patologico del sexting, di internet e della nostra società?

 

Essere asessuali è patologico?

Una ricerca del 2015 ha verificato se l’asessualità sia una variante del Disordine ipoattivo del desiderio sessuale (HSDD). Confrontato un gruppo di asessuali, un gruppo di controllo e due gruppi connotati da HSDD sopra e sottosoglia è risultato che gli asessuali non avevano livelli di depressione, di alessitimia o desiderabilità sociale maggiori del gruppo di controllo (mentre negli HSDD sia sopra che sottosoglia la depressione era più lta). Chiaramente differiva lo status relazionale (single o sposati).

Uno studio del 2017 ha confermato che non ci sono prove sufficienti per sostenere che l’asessualità è un disturbo psichiatrico o una disfunzione sessuale. Il fenomeno dell’asessualità viene studiato solo da pochi anni e non vanta una vasta mole e varietà di lavori scientifici, per cui non si possono ancora fare affermazioni definitive. Di recente, i ricercatori della British Columbia University (Yule, Brotto & Gorzalka) hanno messo a punto un questionario self-report di 12 items per misurare in modo attendibile e preciso il grado di asessualità (la Asexuality Identification Scale). Grazie a questo strumento è probabile che nei prossimi anni avremo una mole maggiore di dati per comprendere meglio questo fenomeno.

Dal punto di vista psicologico, ciò che a mio parere dovrà essere indagato è il rapporto che le persone asessuali hanno con il desiderio e il piacere: che tipo di desideri coltivano? per cosa provano piacere e in che modo si procurano ciò che gli procura piacere? soprattutto dal punto di vista relazionale, come vivono le dimensioni del desiderio e del piacere?

Il tutto senza condannare o ghettizzare chi non prova attrazione sessuale, perché la psicologia non ha il compito di emettere giudizi o biasimare i comportamenti ma di comprenderli.

 


Twenge, J.M., Sherman, R.A. & Wells (2017). Sexual Inactivity During Young Adulthood Is More Common Among U.S. Millennials and iGen: Age, Period, and Cohort Effects on Having No Sexual Partners After Age 18. Archives of Sexual Behavior. 46(2): 433–440

Bogaert A.F. (2004). Asexuality: prevalence and associated factors in a national probability sample. Journal of Sex Research. Journal Of Sex Research. 41(3): 279-87

Brotto L.A &  Yule M. (2017). Asexuality: Sexual Orientation, Paraphilia, Sexual Dysfunction, or None of the Above?. Archives of Sexual Behavior. 46(3): 619–627

Brotto L.A., Yule M.A., & Gorzalka, B.B. (2015). Asexuality: An Extreme Variant of Sexual Desire Disorder?. Journal Of Sexual Medicine. 12(3): 646-60

Hsu K.J., Miller D & Bailey J.M. (2015). Who are gynandromorphophilic men? Characterizing men with sexual interest in transgender women. Psychological Medicine. 46: 819–27

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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