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Il potere della gratitudine: come un grazie può renderci felici

Sempre più studi confermano come le persone maggiormente grate tendano ad essere più felici e soddisfatte della loro vita.

Nel precedente articolo (Il potere della gratitudine: alla scoperta di un sentimento fuori moda) abbiamo esplorato il sentimento della gratitudine. In questo cercheremo di capire quali sono i vantaggi per noi dell’essere grati e come possiamo diventarlo.

ISperimentare il sentimento di gratitudine può contribuire al nostro benessere in molteplici modi. Vediamone alcuni:

La gratitudine ci rende più felici. Numerosi studi testimoniano come l’esperienza della gratitudine sia collegata a livelli più elevati di felicità e benessere. Emmons e Mc Cullough, ad esempio, hanno chiesto a tre gruppi di persone di redigere per 10 settimane un diario settimanale contenente rispettivamente cose di cui si erano sentiti grati, problemi, ed eventi vissuti, osservando come coloro che avevano redatto un diario della gratitudine mostrassero livelli più elevati di entusiasmo, ottimismo, determinazione e di buon umore. Questo perché per essere grati è necessario concentrarsi sugli aspetti positivi della propria giornata e della propria vita in generale.

Ci rende altruisti. Quanto più ci sentiamo grati tanto più siamo portati ad avere comportamenti altruistici. Le persone grate, infatti, riconoscono con più facilità i favori ottenuti e li ricambiano più frequentemente. Inoltre comunicare la nostra gratitudine rinforza i comportamenti pro-sociali e cooperativi negli altri e li stimola ad essere più altruisti e generosi a loro volta.

Migliora le nostre relazioni. Non solo la gratitudine e stimola comportamenti altruistici ma più in generale migliora le nostre relazioni, influendo sul nostro atteggiamento nei confronti dell’altro. Le persone grate, infatti, sono più predisposte ad accettare quella porzione di dipendenza insita nelle relazioni e sono meno timorose nei confronti dell’intimità.

Ci aiuta ad adattarci alle situazioni difficili. Le persone più grate affrontano meglio i cambiamenti e i momenti difficili, in quanto tendono ad avere strategie di risoluzione dei problemi più attive: ricercano maggiormente supporto pratico ed emotivo, tendono a reinterpretare positivamente gli eventi e a pianificare strategie di risoluzione dei problemi più efficaci. Sono, inoltre, meno predisposte a rifugiarsi nell’abuso di sostanze e sperimentano in misura minore sentimenti di biasimo e depressione. Anche in caso i gravi patologie croniche (come Parkinson e patologie cardiovascolari), la gratitudine funge da fattore protettivo per il benessere della persona in quanto favorisce l’adattamento alla malattia.

Dati gli innumerevoli vantaggi viene spontaneo chiederci: come possiamo imparare ad essere più grati? La gratitudine è un atteggiamento mentale oltre che un sentimento e può essere allenata attraverso alcuni semplici esercizi:

  1. Prestiamo attenzione a ciò ce ci accade qui ed ora, partendo dai piccoli elementi di ogni esperienza ed allenando i nostri 5 sensi. Impariamo, ad esempio, a prestare attenzione e a godere del profumo di un fiore, del sapore di un cibo che ci piace tanto, dei colori di una farfalla o di un paesaggio, della trama del nostro vestito preferito e del suono di ciò che ci circonda.
  2. Focalizziamoci sugli aspetti positivi della nostra vita. Ogni esperienza, anche quella più sconvolgente, racchiude in sé degli elementi di crescita. Per esercitare la nostra gratitudine anche nei momenti difficili possiamo provare a chiederci “Cosa posso imparare da questa situazione?”
  3. Diciamo “grazie”. Come abbiamo visto la gratitudine è contagiosa ed invita noi e gli altri ad assumere atteggiamenti positivi. Quindi non vergogniamoci di esprimere la nostra gratitudine e diciamo “grazie” a chi, in un modo o nell’altro, ci fa sentire bene e contribuisce alla nostra crescita personale.
  4. Teniamo un diario della gratitudine. Prendendo a modello l’esperimento citato sopra, prendiamo l’abitudine di annotare su un diario ciò che ci colpisce positivamente. Su internet è possibile trovare diverse tipologie di diario della gratitudine, possiamo scegliere quello più adatto a noi e personalizzarlo. L’importante è mantenere una certa costanza in modo da “allenare” la nostra gratitudine.
  5. Iniziamo un percorso di crescita personale. Se da soli non riusciamo a coltivare un atteggiamento positivo nei confronti di ciò che ci accade e ci rendiamo conto che il nostro atteggiamento nei confronti della vita è collegato a problematiche più ampie e profonde non esitiamo ad intraprendere un percorso di crescita personale, come ad esempio un percorso di terapia. Ci ringrazieremo per questo!

Emmons, R. A. (2007). Thanks!: How the new science of gratitude can make you happier. Houghton Mifflin Harcourt.

Emmons, R. A., & McCullough, M. E. (2003). Counting blessings versus burdens: an experimental investigation of gratitude and subjective well-being in daily life. Journal of personality and social psychology84(2), 377.

Farneti, P. (2016). Gratitudine, dono, perdono, spiritualità.: Le emozioni positive nella vita individuale e sociale. FrancoAngeli.

Ruini, C., Scrignaro, M., Bassi, M., & Fianco, A. (Eds.). (2017). Le partiche della psicologia positiva: Strumenti e prospettive. FrancoAngeli.

Sheldon, K. M., & Lyubomirsky, S. (2006). How to increase and sustain positive emotion: The effects of expressing gratitude and visualizing best possible selves. The Journal of Positive Psychology1(2), 73-82.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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