Sesso

Disfunzione erettile: sintomi medici e psicologici

A differenza di quasi tutti i mammiferi il maschio umano non ha un osso nel pene. Per raggiungere l’erezione e mantenerla durante l’atto sessuale è necessario che non ci siano disfunzioni organiche, che psicologicamente provi attrazione e desiderio e che il processo non venga bloccato da conflitti psicologici (autosvalutazione, memorie traumatiche, depressione…).

Cos’è il disturbo erettile

La disfunzione erettile si verifica quando la persona ha difficoltà a raggiungere l’erezione oppure a mantenere l’erezione per la durata dell’atto sessuale o quando si ha una diminuzione significativa della turgidità del pene.

A tutti gli uomini capita di perdere l’erezione in qualche occasione. Ma per determinare se si ha un Disturbo erettile è necessario che sussistano queste condizioni:

  1. la persona non è capace di partecipare ad un rapporto sessuale nella maniera desiderata;
  2. la disfunzione causa nella persona un disagio significativo;
  3. la disfunzione si verifica frequentemente, almeno nel 75% dei casi, in alcune occasioni può essere assente;
  4. la disfunzione è stata presente per almeno 6 mesi;
  5. il problema erettile non deve essere il sintomo di un disturbo mentale non sessuale o la conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri significativi fattori stressanti e non deve essere attribuibile agli effetti si una sostanza/farmaco o di un’altra condizione medica.

In fase diagnostica è utile distinguere tra disfunzione erettile Lifelong (o ” impotenza primaria”), presente fin dall’inizio dell’attività sessuale e Acquisita (o “impotenza secondaria”), cioè quando il disturbo inizia dopo anni di funzione sessuale normale. È molto importante poi capire se la perdita di erezione avviene sempre (generalizzato) o se si manifesta solo in determinate situazioni o con determinati partner (situazionale).

Per comprendere quali sono le cause e in che percentuale influenzano il mantenimento del problema erettile, è necessario fare un primo fondamentale screening esplorando queste dimensioni:

  • dimensione personologica (struttura di personalità, traumi, gestione dell’ansia, gestione del piacere, paure, desideri…);
  • dimensione socio-culturale (credenze legate a religione, cultura nazionale, cultura familiare, legislazione, condizioni sociosanitarie…);
  • dimensione relazionale (alessitimia, comunicazione inefficace, aspettative rigide…);
  • dimensione somatica (malattie, medicinali…)

Per distinguere tra disfunzione Lifelong/Acquisita e Generalizzata/Situazionale invece ci si deve interrogare su questi aspetti:

  • la frequenza della disfunzione erettile (la perdita di erezione avviene in tutte le occasioni o solo alcune volte al mese/settimana?);
  • la durata (da quanto tempo hai questa difficoltà? C’è stato un periodo in cui non si è manifestata?);
  • la specificità (accade con un/a partner in particolare o con tutte? sono presenti erezioni notturne o al risveglio?);
  • la pervasività (ti succede solo nel momento della penetrazione o anche in altri momenti dell’attività sessuale, come la masturbazione, il sesso orale etc.?);
  • la gravità (il pene diventa del tutto flaccido o rimane semiturgido?).

 

Cause della disfunzione erettile

Come è facilmente intuibile, il disturbo erettile ha una componente organica e una componente psicologica. In passato si riteneva che i problemi sessuali fossero tutti di origine medica; con l’affermarsi della psicologia si è passati a considerare tutte le disfunzioni sessuali fossero dovute a problemi di tipo affettivo e relazionale. Oggi sappiamo che ogni persona ha una storia individuale e che in alcuni casi può prevalere un problema di tipo organico, in altri uno di tipo psicologico.

Il fisico e la psiche si influenzano reciprocamente. Per una corretta terapia sarà necessario capire in che percentuale influisce l’uno o l’altro e agire su entrambi per sfruttare l’effetto di retrofeedback.

 

Cause organiche

Le cause organiche possono essere di tipo endocrino (ipogonadismo, iperprolattinemia, sindrome di Cushing, carenza di somatotropina), di tipo vascolare (sia di natura venosa che arteriosa), di tipo neurologico (Parkinson, Alzheimer, traumi spinali, neuropatia periferica), legate a malattie croniche (diabete, insufficienza renale o epatica), derivanti dall’uso di farmaci (i più noti dei quali sono gli antidepressivi come gli SSRI\SNRI, gli antipsicotici, i farmaci antiandrogeni come la finasteride utilizzata nel trattamento della calvizia androgenica, alcuni betabloccanti o alcuni farmaci utilizzati contro il colesterolo come le statine, il cortisone) o da trattamenti medici (prostatectomia radicale, cistectomia, radioterapia per cancro prostatico).

La valutazione medica comprende alcuni esami come ad esempio l’analisi per l’ipogonadismo (FSH, LH, prolattina, testosterone…), l’erettrometria notturna (per valutare le erezioni involontarie notturne), l’eco-doppler del pene, la diagnosi della funzionalità delle arterie e dei corpi cavernosi etc.

 

Cause psicologiche

Lo stile di vita si pone a metà strada tra le cause organiche e quelle psicologiche: il fumo, gli alcolici e le droghe, la carenza di esercizio fisico, una cattiva alimentazione, pessima qualità del sonno, l’accumulo di stress legato al lavoro (workhaolism) influiscono in modo significativo sulla prestazione e la soddisfazione sessuale.

Le aree più specifiche che vanno indagate quando si intraprende una psicoterapia sessuale sono:

  1. l’area del pensiero: i pensieri influiscono in modo determinante sulla sessualità. Dal punto di vista clinico il principale bersaglio della psicoterapia sono tutti quei pensieri intrusivi che si inseriscono prima o durante l’atto sessuale (“distrazioni cognitive”); un tipico esempio è l’iperriflessione;
  2. l’area del comportamento sessuale: nel sesso è importante capire cosa si fa, come lo si fa e dove si è imparato a farlo così. Può capitare che se si è vissuto in modo fortemente imbarazzante una perdita di erezione si inneschi un condizionamento traumatico (si riattivano gli schemi di biasimo, colpevolizzazione, autosvalutazione etc. che rinforzano il dialogo interiore negativo).
  3. l’area delle emozioni e del desiderio: nell’atto sessuale le emozioni giocano un ruolo di primo rilievo: è per questo che l’alessitimia può interferire in modo significativo anche sull’impotenza. In ogni psicoterapia sessuale è imprescindibile e centrale lavorare sulla gestione del piacere: ognuno di noi fin da piccolo ha imparato a dare e ricevere piacere. A seconda della storia di ciascuno, si possono avere permessi o divieti nel dare e nel prendere, o nel chiedere o nel concedere.
  4. la dimensione della fantasia e della motivazione; sembra banale chiedersi “perché voglio avere una erezione? perché voglio fare sesso?”, eppure dare per scontato l’aspetto motivazionale è un grave errore: ognuno di noi ha motivazioni diverse nel fare sesso e le motivazioni cambiano di situazione in situazione. La motivazione è legata con fantasie sessuali molte delle quali sono solo parzialmente consapevoli, vengono minimizzate o rifiutate.

 

È comunque molto importante ricordare che quando si parla impotenza o in generale di sessualità:

“L’organo sessuale maschile è il cervello. Quello in mezzo alle gambe si chiama organo genitale”.

 


American Psychiatric Association (2013). DSM-5: Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders. 5th edition. USA: American Psychiatric Press

WHO (2002), The ICD 10 Classification of Mental and Behavioural Disorders, Ginevra: WHO Press

Bonanno D, Michetti PM Rossi R & Simonelli C (2008). Regulation of emotions, alexithymia and male sexual well-being. Sexologies, vol. 17, nº 1: S116-S117

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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