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Processi in psicoterapia: la vergogna

La vergogna è un fenomeno intenso e multiforme, può essere considerata sia una emozione che un sentimento (Pradines, 1948). Sartre ne individua due livelli: l’intrapsichico, legato all’immagine di Sé, e il livello interpersonale, legato al rapporto con l’Altro. La coesistenza di questi due livelli è visibile dal fatto che, la vergogna, esiste grazie all’Altro che la conferma. La vergogna ha quindi natura relazionale. Battacchi (2002) ne individua la nascita proprio nelle relazioni asimmetriche dove la persona oscilla tra il desiderio di essere ammirato dall’Altro e non riuscirci, di essere accettato ma sentirsi escluso, sentirsi capace di decidere per sè ma ritrovarsi in una posizione di sottomissione: queste sono tutte modalità con cui la persona, con tentativi di occultamento e dissimulazione, cerca di preservare l’integrità del Sè.

Nella storia di persone con vissuti di vergogna, ritroviamo messaggi verbali e non verbali del tipo “Se c’è un problema qui è a causa mia”. Una lettura analitico transazionale evidenzia la presenza di messaggi ingiuntivi quali “Non essere” e “Non essere te stesso”. Probabilmente la contaminazione fondamentale che si osserva è la confusione tra ciò che si è e ciò che si fa cioè “Io sono ciò che faccio”. E’ quindi distorta la capacità di osservazione ed il funzionamento autonomo dell’Adulto; l’esperienza di vergogna, limita il campo affettivo del bambino e viene interiorizzata [nel G1], il comportamento di vergogna viene introiettato [siamo nel G2] ed i messaggi possono essere profondamente autolimitanti.

La strategia terapeutica centrale per la risoluzione della vergogna risulta essere la decontaminazione. Cornell (1994) nel lavoro di decontaminazione, sottolinea l’importanza per il terapeuta di comunicare chiaramente alla persona, sia a livello verbale che non verbale che “Puoi contare su di me e sul gruppo, dipendere da me senza abbandonarti a me o rinunciare al tuo senso di sé e alla tua competenza”. La relazione terapeutica, per essere curativa, presterà continua attenzione alla differenziazione tra dipendenza e sicurezza, simbiosi e autonomia, isolamento e autocontenimento.

 

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Erskine R. G., (1994), Vergogna e autogiustificazioni: prospettive e interventi clinici in AT, Polarità, 3, 449-463 (rielab. Rosso M.)

Giusti E., M. Frandina, (2010), Terapia della vergogna. I turbamenti dell’arrossire e dell’imbarazzo, Roma, Sovera Edizioni, 2010

McClendon R., Kadis L. B., (1995), Vergogna e prime decisioni: teoria e implicazioni cliniche, Psicologia, Psicoterapia e Salute, 1, 53-68 (rielab. Rosso M.)

 

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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