Relazioni

Vita da fan

Vita da fan

In tempi moderni, grazie alla tecnologia che permette di girare il mondo anche da casa, si è sviluppato ulteriormente il fenomeno dell’ammirazione verso gli artisti. Gli ammiratori, definiti comunemente con il termine “fan” (derivante dall’inglese come abbreviazione di fanatic), sono coloro i quali vivono con passione, interesse e ammirazione diverse forme d’arte. Una delle prime immagini che emergono è quella di folle di ragazze urlanti o di stadi affollati, insomma una massa informe che da libero sfogo alle emozioni. Il rapporto che lega i fan ai loro amati idoli è di natura variegata e non necessariamente patologica.
La classifica in base alla quale vengono individuati i diversi profili del fan è riferita alla relazione con l’oggetto su cui si esprime la devozione. Alcuni autori individuano le seguenti figure:
– il moderato, che vive la passione saltuariamente o in tono minore
– l’asceta, che vi si dedica totalmente
– il militante, impiegato nel reclutamento
– il solitario, che coltiva la passione in solitudine perché forse refrattario alle pratiche di gruppo
– lo specialista, che si interessa solo a un aspetto di un periodo particolare
– il veterano, la recluta e il professionista (o imitatore), che ne ha fatto un vero e proprio mestiere.
Altri ancora evidenziano la necessità di distinguere tra i fan che provano passione per l’arte e quelli che invece provano attrazione per tutto ciò che è extra-artistico (tanto per la persona quanto per la sua opera). Per capire questa dedizione e l’importanza che finisce per assumere nella vita del fan è utile osservare il percorso che li ha determinati.
Con la scoperta del personaggio nasce l’ammiratore, che ben presto si mette in cerca di materiali (opere, testimonianze, documentari, gadget) da accumulare e collezionare. Dedica uno spazio a questi “tesori”, che classifica, cura, contempla, consulta e riordina, diventando il curatore di un’esposizione, di una collezione privata più o meno importante. È così che spesso si trasforma in “specialista”, il conoscitore spinto dal desiderio di scoprire l’opera, l’artista e il contesto delle sue creazioni, tutto un universo che lo affascina e appassiona. Tutto ciò produce la sensazione di una distanza che si accorcia, che porta il fan a sviluppare una conoscenza enciclopedica e allo stesso tempo profonda del suo oggetto d’amore. Questo diventa allora onnipresente e nasce un’intimità che è al contempo causa ed effetto di un’intensa relazione affettiva. A questo amore però non basta il vissuto individuale, bisogna condividerlo con altri, fare parte di un fan-club o di un gruppo più informale. Il fan diventa allora membro di una comunità e, al suo interno, un esegeta.
Da questa dedizione assoluta il fan riceve una serie di gratificazioni che a suo avviso compensano i sacrifici e l’impegno profuso. Il rapporto intimo con il proprio idolo e le sue opere lo colmano, gli permettono di superare prove, gli offrono emozioni, momenti di felicità. L’investimento intensivo nella passione per la star offre uno scopo, degli obiettivi, conferisce all’esistenza un senso nuovo. Tutto ciò ha una funzione di integrazione e assicura ai fan un’identità sociale, tanto disprezzata all’esterno quanto è invece valorizzata all’interno del gruppo, dove trovano stima, calore, conforto, comprensione e solidarietà e un senso di familiarità. Ecco che l’identificazione con l’oggetto d’amore conferisce un’identità personale, autostima e talvolta prestigio, per chi arriva a essere riconosciuto dai compagni come una sorta di controfigura del proprio idolo. Con queste peculiari dinamiche, il divismo ha molto da insegnarci su noi stessi. I fan ci porgono uno spaccato, nel quale possiamo scorgere problematiche essenziali, valori fondamentali e grosse sfide della società attuale.
Le relazioni sociali rappresentano sempre un bacino da cui attingere risorse per soddisfare i propri bisogni e anche persone apparentemente lontane come i V.I.P. diventano un sostegno, perché i fan ricreano quella sorta di intimità di cui si è parlato.

E i V.I.P. come ricambiano? La televisione prima e internet poi, hanno permesso di colmare l’enorme distanza, creando una relazione parasociale, cioè un rapporto in cui la reciprocità non è reale, ma simulata. In effetti i più tentati da queste relazioni sono coloro che si trovano maggiormente a disagio nelle situazioni sociali, o perché timidi o perché solitari. La ricerca psicologica ritiene che questo genere di persone sia attratta dalle relazioni parasociali con i V.I.P., in quanto spesso tingono di romanticismo questo rapporto speciale.
Oggi, grazie ai social network, una reciprocità reale inizia a prendere piede. Sono tanti i V.I.P. che si avvicinano ai fan, riconoscendo la loro identità come gruppo e alle volte anche individuale, spesso per gratitudine del tempo dedicatogli. e perché grazie a loro (i fan) che continuano ad esistere gli artisti!


Bibliografia
Fedeli L., Individuazione e identità. Borla, 1991.
Le Bart C. et Ambroise J.-C., Les fans des Beatles, sociologie d’une passion. Presses Universitaires de Rennes, 2000.

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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