Relazioni

Il potere della gratitudine: alla scoperta di un sentimento “fuori moda”

Nonostante non se ne parli molto spesso, il sentimento di gratitudine è qualcosa che ci appartiene ed è strettamente connesso con il nostro mondo relazionale.

La gratitudine può essere definita come un profondo stato interiore di riconoscenza e di gioia legato alla ricezione di un beneficio.

La prima Autrice ad indagare i meccanismi alla base di questo sentimento fu Melanie Klein, che nel suo celebre “Invidia e Gratitudine” definì la gratitudine come una manifestazione della nostra capacità di amare ed evolvere apprezzando la bontà di ciò che gli altri hanno fatto per noi, in contrapposizione con l’invidia, intesa come un desiderio intenso e bloccante di essere l’altro e avere ciò che egli ha e che ci riteniamo precluso.

Nonostante questi illustri precedenti, le ricerche nell’ambito sono ancora piuttosto recenti e il sentimento della gratitudine è ancora una “guest star” nell’ambito della Psicologia. Vediamo di conoscerlo un po’ meglio

  1. La gratitudine è intrinsecamente relazionale. Recenti studi dimostrano come la nostra tendenza a sentirci grati e a comunicare questa emozione sia strettamente legata al tipo di relazione che abbiamo con il nostro benefattore o benefattrice. In particolare, quanto più percepiamo nell’altro una intenzionalità precisa di procurarci benessere e maggiori saranno i suoi sacrifici e gli sforzi volti a questo scopo, tanto più ci sentiremo grati per il favore ottenuto a prescindere dal beneficio tratto e saremo maggiormente prodighi di ringraziamenti. Questo non per puro gusto di veder gli altri sacrificarsi per il nostro benessere (tranne alcune rare, sadiche eccezioni) ma perché anche quando riceviamo siamo in grado di metterci nei panni degli altri ed apprezzare i sacrifici fatti per noi;
  2. La gratitudine è legata alla sorpresa. Secondo gli studi sembra proprio che tendiamo ad essere più grati e a ringraziare maggiormente le persone da cui non ci aspettiamo un favore, come semplici conoscenti od estranei, piuttosto che amici stretti e familiari. Questo perché più siamo intimi più ci aspettiamo che l’altro ci gratifichi e tendiamo a percepire il suo favore come qualcosa di dovuto che raramente ci sorprende al punto da sentirci grati;
  3. La gratitudine è legata al livello sociale. Se chi ci offe un beneficio occupa una posizione di autorità e prestigio tendiamo ad esprimere più gratitudine, poiché consideriamo maggiore, e quindi più degno di apprezzamento, il suo sforzo per venirci incontro e perché rintracciamo una convenienza personale nel ringraziare chi esercita un potere nei nostri confronti.

Vediamo, quindi, come più in generale la gratitudine non sia legata tanto alla soddisfazione di un nostro bisogno o desiderio quanto alle dinamiche relazionali in cui siamo inseriti e alla loro intrinseca complessità.

E quando non riceviamo favori, o crediamo di non riceverne, è impossibile sentirci grati?

In realtà, se ci fermiamo a riflettere possiamo facilmente renderci conto di come la nostra vita sia intrisa di opportunità di sentirci grati senza bisogno di aspettare che qualcuno ci faccia un favore.

Chi di voi nel guardare un paesaggio, un’opera d’arte o in occasione di una fortuita coincidenza non si è mai sentito così pieno ed appagato da provare gratitudine verso Chi o Cosa ha dato l’opportunità di godere di quel momento, sia che si trattasse della Natura, di un concetto astratto come l’Ingegno dell’Uomo o di un elemento spirituale e trascendente come il Destino o Dio, a seconda dei propri valori e riferimenti culturali?

Questo perché la gratitudine è un sentimento universale che si manifesta attraverso le relazioni ma è connaturato nell’essere umano e ci permette di apprezzare gli aspetti positivi della nostra ed altrui vita.

Coltivarla o “allenarla” con consapevolezza può apportare enormi benefici alla nostra esistenza.

Nel prossimo articolo vedremo a cosa serve esercitare la nostra gratitudine e come possiamo farlo.


Emmons, R. A., & McCullough, M. E. (Eds.). (2004). The psychology of gratitude. Oxford University Press.

Farneti, P. (2016). Gratitudine, dono, perdono, spiritualità.: Le emozioni positive nella vita individuale e sociale. FrancoAngeli.

Tsang, J. A. (2006). The effects of helper intention on gratitude and indebtedness. Motivation and Emotion30(3), 198-204.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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