Età evolutiva

Nuove prospettive per l’autismo

Nell’ultimo ventennio un gruppo di ricercatori di Parma ha scoperto un meccanismo neurofisiologico in grado di spiegare molti aspetti della nostra capacità di relazionarci con gli altri. Studiando le scimmie macaco, infatti, nella corteccia premotoria del cervello (area F5) è stato individuato il “sistema dei neuroni specchio”. Dalle prime osservazioni era emerso come questo insieme di neuroni si attivava sia quando la scimmia eseguiva un atto motorio finalizzato, come afferrare oggetti con la mano o con la bocca, sia quando semplicemente osservava un altro macaco eseguire gli stessi atti motori.

Con il progresso delle neuroscienze cognitive, grazie alle tecnologie di brain imaging in grado di garantire uno studio non-invasivo del cervello umano (come la risonanza magnetica funzionale, fMRI), si è potuto osservare nell’uomo un analogo sistema di neuroni specchio, molto complesso: coinvolge diverse aree cerebrali (es. quella del linguaggio), interviene nella comprensione delle azioni, delle intenzioni e delle emozioni altrui, e nei processi imitativi.

È come se il cervello dell’osservatore “risuonasse” assieme a quello dell’individuo che esegue l’azione: è possibile in questo modo comprendere direttamente il senso delle azioni altrui grazie ad unʼequivalenza motoria tra ciò che l’altro fa e ciò che potenzialmente può fare lʼosservatore.  Il meccanismo di risonanza motoria dei neuroni specchio è, quindi, il correlato neurale della facoltà umana di comprensione dell’altro, definito dal ricercatore che l’ha scoperto, Vittorio Gallese, “simulazione incarnata” (embodied cognition). La nostra intercorporeità diviene così la fonte principale di conoscenza che abbiamo degli altri.

Negli anni successivi ha preso avvio un nuovo approccio scientifico alla cognizione che parte dallo studio della dimensione corporea. Nel nostro cervello sono presenti una molteplicità di meccanismi di “rispecchiamento”, visto che ogni relazione interpersonale implica la condivisione di una molteplicità di stati. Le stesse strutture nervose coinvolte nellʼesperienza soggettiva di sensazioni ed emozioni, ad esempio, sono attive anche quando tali emozioni e sensazioni vengono riconosciute negli altri. Questo meccanismo neurale è alla base dell’empatia. Recentemente, il gruppo di ricercatori di Parma, in collaborazione con un gruppo francese, attraverso uno studio sperimentale ha dimostrato infatti che il meccanismo che coinvolge le sensazioni spiacevoli attiva una parte del cervello, l’insula, sia durante l’esperienza diretta di un odore sgradevole che durante la sola osservazione di immagini di volti disgustati da tali odori.

Secondo Gallese, grazie alla creazione di una “consonanza intenzionale”, i meccanismi coinvolti nel sistema dei neuroni specchio ci consentono di riconoscere gli altri come nostri simili e rendono possibile la comunicazione intersoggettiva ed una comprensione implicita degli altri.

Queste nuove conoscenze hanno stimolato molti studi nel campo dei disturbi dello spettro autistico. Si è ipotizzato, e sembrerebbe confermato, che nei pazienti autistici, soprattutto bambini, il sistema dei neuroni specchio sia ipofunzionante. Queste persone hanno difficoltà a decodificare stimoli facciali, gestuali e posturali, espressioni mimiche delle emozioni, spesso hanno difficoltà nel linguaggio, nella comunicazione e nelle capacità imitative, tutti processi che sappiamo essere collegati al funzionamento del sistema dei neuroni specchio. Il non riuscire a capire le emozioni, i gesti e le intenzioni altrui impedisce a queste persone di entrare in sintonia con gli altri.

Non è ancora chiaro se questo ipofunzionamento del sistema dei neuroni specchio sia solo un correlato del disturbo o la sua base fisiologica. Rimane un’ipotesi da esplorare che aprirebbe nuove possibilità riabilitative.

 


Gallese, V., Fadiga, L., Fogassi, L., & Rizzolatti, G. (1996). Action recognition in the premotor cortex. Brain, 119, 593-609.

Gallese, V., Keysers, C. & Rizzolatti, G. (2004). A unifying view of the basis of social cognition. Trends Cognitive Sciences, 8, 396-403.

Gallese V., Rochat, M.J. & Berchio, C. (2012). The Mirror Mechanism and its Potential Role in the Autism Spectrum Disorder. Dev Med Child Neurol. 2012 Aug 28. doi: 10.1111/j.1469-8749.2012.04398.x. [Epub ahead of print], 2012.

Rizzolatti, G., Fadiga, L., Gallese, V., & Fogassi, L. (1996). Premotor cortex and the recognition of motor actions. Cog. Brain Res., 3, 131-141.

Rizzolatti, G., & Sinigaglia, C. (2010). The Functional Role of the Parieto-Frontal Mirror Circuit: Interpretations and Misinterpretations. Nature Review Neuroscience, 11, 264-74.

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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