Relazioni

Oltre il pregiudizio. È davvero possibile sradicare un pregiudizio?

Gli stereotipi e i pregiudizi sono inconsci e tendono ad essere rigidi ed auto-conservativi. È possibile superarli?

 

Come abbiamo visto in un precedente articolo (Verso l’incontro con l’Altro: perché ci conviene superare i nostri stereotipi) ragionare per stereotipi e pregiudizi rigidi non è affatto conveniente per noi e le nostre relazioni. Oltre, infatti, ad illuderci, ingabbiarci, isolarci, affidarci esclusivamente alle nostre idee ed emozioni dell’altro può costituire la base per comportamenti discriminatori e razzisti.

Ma è davvero possibile superarli?

I vari esperimenti svolti nell’ambito della Psicologia Sociale sembrano dimostrarci che sì, è possibile smontare un pregiudizio, andare oltre uno stereotipo. Vediamo come.

  1. Diventarne consapevoli: Nonostante ci percepiamo liberi da pregiudizi, in realtà, pur non rendendocene conto, siamo influenzati da processi cognitivi automatici di stereotipizzazione ed emotivi legati alle nostre valutazioni preconcette dell’altro. Ne consegue che la via regia per superare i pregiudizi è la consapevolezza: riconoscere gli schemi mentali che guidano i nostri atteggiamenti e comportamenti ci consente, infatti, di sottoporre stereotipi e pregiudizi ad un processo valutativo e di verifica. Questa capacità di metacognizione, già inscritta nel nostro cervello (Disarmare-i-pregiudizi-con-le-neuroscienze) ci consente di assumere una posizione di osservatori di noi stessi e chiederci: “Quel che sento, penso e faccio rispetto a questa persona/gruppo di persone deriva da una mia esperienza diretta o da un’idea precedente il nostro incontro?” “Come ho costruito questo giudizio?” “È davvero utile a me, all’altro, alla nostra relazione?”
  2. Scherzarci su: Sembra strano ma scherzare sulle reciproche differenze ci consente di assumere temporaneamente la prospettiva del diverso-da-noi senza sentirci minacciati da questa diversità. Attraverso l’umorismo possiamo sperimentare l’altro, con la sua vita, i suoi modelli culturali e giocare con la sua identità individuale e sociale senza frammentarla ( vedi Bias, equivoci culturali e pregiudizi) sino a fornirci e fornire e una informazione indiretta sul tipo di visione della vita che abbiamo o potremmo avere in comune.
  3. Entrare in contatto: Secondo Allport il pregiudizio e la discriminazione si alimentano della mancanza di conoscenza diretta tra membri di gruppi diversi. Questo significa che entrare in contatto con persone al di fuori del nostro gruppo ci consentirà di scoprire come i nostri stereotipi e pregiudizi siano in realtà errati. Ovviamente il semplice contatto non basta ad superare un pregiudizio, altrimenti non si spiegherebbe perché i comportamenti discriminatori e razzisti siano più frequenti proprio nelle città con maggiore co-presenza di culture. Affinché il contatto diretto dia luogo a relazioni positive è importante condividere uno stesso scopo ed aprirsi, condividendo informazioni personali e stabilendo rapporti di amicizia. Quando questo non è possibile? In realtà per superare uno stereotipo può essere sufficiente un contatto indiretto, basta cioè che uno dei nostri amici o una persona che riteniamo essere “dei nostri” abbia tra i suoi amici anche “gli altri” per ridurre i nostri pregiudizi. Addirittura secondo alcuni studi basta immaginare di avere una relazione positiva con una persona verso cui abbiamo un pregiudizio per ridurre drasticamente l’influenza delle nostre idee preconcette per aprirci con più spontaneità e curiosità alla relazione reale e una breve conversazione ( vedi Dieci minuti per abbattere un pregiudizio) di dieci minuti su temi “caldi” per cambiare idea su pregiudizi radicati e particolarmente rigidi.

Sembra, quindi, che superare i stereotipi e pregiudizi sia più facile di quel che pensiamo e che la strada per accedere ad una visione del mondo più ricca e colorata dalla presenza della diversità passi per la conoscenza di sé e dell’altro, attraverso l’intimità, il gioco e per la nostra capacità di creare mondi relazionali possibili.


Allport, G. W. (1954). 7he Nature of Prejudice. New York: Addison.

Bateson, G. (1953). The position of humor in human communication. In Cybernetics, ninth conference (Vol. 147).

Broockman, D., & Kalla, J. (2016). Durably reducing transphobia: A field experiment on door-to-door canvassing. Science352(6282), 220-224.

Volpato, C., & Rattazzi, A. M. M. (2000). Pregiudizio e immigrazione. Effetti del contatto sulle relazioni interetniche. Ricerche di Psicologia.

 

 

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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