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AAI: Adult Attachment Interview. Lo strumento.

AAI. L’Intervista semi-strutturata.

Si è già parlato della Teoria dell’attaccamento di Bowlby. In questo articolo vediamo insieme uno strumento, costruito ad arte per la rilevazione dell’attaccamento negli adulti, consistente in un’intervista semistrutturata. J. Bowlby aveva teorizzato quella forma di comportamento che si manifesta nel bambino nei confronti della madre o del caregiver, ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo adeguato e di fornirgli “una base sicura”.

Con la crescita l’attaccamento iniziale, che si viene a formare tramite la relazione materna primaria, si modifica e si estende poi ad altre figure, sia interne che esterne alla famiglia. Occorre però tenere presente che da adulto sarà difficile capire la qualità dell’attaccamento, pertanto negli anni ‘80 Main, Kaplan, Cassidy si riproposero di elaborare un metodo per valutarlo attraverso un intervista clinica, inizialmente costruita per studiare le rappresentazioni di attaccamento delle madri di un gruppo di bambini osservati durante la Strange Situation. L’ipotesi alla base dello strumento era quella di evidenziare un collegamento fra le esperienze di accudimento vissute dai genitori e le modalità relazionali che si erano instaurate coi figli. L’attaccamento quindi viene visto come quel “modello operativo interno (MOI) che la persona si porta dentro dall’infanzia; che si attiva quando si è in pericolo, quando si sta male e diventa un sistema motivazionale che risponde alla domanda: chi si prendeva cura di te?”

L’intervista affronta diverse tematiche, a partire dall’infanzia del soggetto, proponendo di definire le relazioni significative tramite aggettivi, cui collegare ricordi ed episodi specifici. Durante l’intervista vengono rievocate le esperienze passate in cui il contenuto è strettamente collegato agli assunti di riferimento della teoria. Le domande riguardano la rievocazione della storia di attaccamento dell’individuo e le figure di riferimento durante l’infanzia, le situazioni di difficoltà in cui l’efficacia e la presenza del genitore sono fondamentali per la protezione e la cura del piccolo, dando uno spaccato della persona in quell’epoca.

L’intervistato è invitato a riflettere sulla sua storia, alla luce delle sue convinzioni e dei vissuti attuali in quanto adulto. La durata media della prova è di circa un’ora, durante la quale l’intervista viene audioregistrata e, successivamente, trascritta parola per parola, al fine di consentirne l’analisi. Caratteristiche dello strumento:

  • Considera come il soggetto organizza le esperienze passate nell’ottica di una previsione futura, portando ad una comprensione dello sviluppo, dell’adattamento e del cambiamento
  • Si concentra su come i soggetti usano le informazioni, portando ad una comprensione del disturbo mentale e della normalità
  • Può essere utilizzata nel trattamento
  • È compatibile con varie teorie
  • Permette di comprendere processi spesso non coscienti, relazioni umane e adattamento interpersonale
  • Permette di conoscere eventi storici dell’infanzia del soggetto

È importante sottolineare come l’intervista semistrutturata solleciti due tipi di memoria:

  1. Semantica è quella sulla quale poggiano le domande che chiedono di ricordare il significato del passato e fa riferimento all’aspetto generale del ricordo. “Mi dici che il rapporto era così..”
  2. Episodica per supportare quello che hanno raccontato a livello semantico. “Dimmi perché era così…”

Laddove l’attaccamento è insicuro potremmo avere di fronte soggetti distanzianti cioè che ci dicono poco su loro stessi e sul loro legame perché “non ce la fanno”, o lo hanno dovuto riorganizzare e non hanno quindi accesso ai ricordi che sono stati rimossi. Oppure i soggetti coinvolti sono preoccupati per le loro relazioni, sono ansiosi.

La valutazione dell’AAI è composta da due momenti distinti:

Prima fase: i contenuti e la forma del testo vengono analizzati tramite l’utilizzo di scale graduate di valutazione. Queste sono di due tipi:

  • Scale dell’Esperienza Soggettiva (5 scale), volte a valutare le esperienze di attaccamento nell’infanzia, così come vengono riportate. L’intento è quello di ricostruire la storia di vita della persona e il suo background esperienziale rispetto all’attaccamento.
  • Scale dello Stato della Mente (9 scale) volte a valutare lo stato della mente del soggetto al momento attuale, in riferimento alle rappresentazioni di esperienze collegate all’attaccamento e all’organizzazione delle informazioni rilevanti rispetto ad esso.

Seconda fase: l’intervista viene nuovamente analizzata nel suo complesso, al fine di assegnare una classificazione finale dell’attaccamento del soggetto, in relazione anche alla sua organizzazione mentale in merito.

La codifica prevede l’assegnazione di una categoria principale di attaccamento che, analogamente a quanto avviene nell’infanzia, è identificata anche da una sigla, derivante dal suo nome inglese:

  1. PROFILO SICURO (FREE – F): L’intervista serve per riflettere su aspetti che non aveva considerato prima.
  2. PROFILO DISTANZIANTE (DISMISSING – DS): le relazioni non hanno avuto peso o così si è convinto. Non trova motivo all’intervista.
  3. PROFILO PREOCCUPATO/ANSIOSO (ENTANGLED – E): le relazioni di attaccamento non gli hanno fornito sicurezza. È rimasto in qualche modo ingabbiato, coinvolto.
  4. PROFILO IRRISOLTO (UNRESOLVED – U): a seguito di un lutto. Dipende se il lutto è stato superato o no. Potremmo avere dei soggetti sicuri, distanzianti o preoccupati che hanno risolto o meno il lutto. Il lutto infatti va a disorganizzare la mente ma non incide sull’attaccamento.

Nella ricerca si è visto che le persone adulte con un attaccamento sicuro hanno maggiori probabilità di avere figli sicuri; è dunque importante rilevarlo anche dal punto di vista della prevenzione della psicopatologia.


Bowlby J. (1996), Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Milano: Raffaello Cortina Editore
Crittenden P. (1999), Attaccamento in età adulta, Milano: Raffaello Cortina Editore
Dazzi N & Zavattini GC (2010), Adult Attachment Interview. Applicazioni cliniche, Milano: Raffaello Cortina Editore

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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