Psicologi

La persona dello psicoterapeuta: caratteristiche e risultati terapeutici

 

La relazione terapeutica influenza significativamente l’andamento e l’esito della psicoterapia. Quali sono le caratteristiche del terapeuta contribuiscono a questo risultato?

La ricerca in psicoterapia ha dimostrato come una buona relazione tra paziente e terapeuta condizioni positivamente l’andamento e l’efficacia della psicoterapia. Al netto del crescente numero di studi in quest’ambito, ad oggi ancora poche ricerche si focalizzano sulle caratteristiche di uno degli attori di questa relazione: il terapeuta. La persona del terapeuta è, però, una variabile impossibile da escludere negli studi sull’efficacia, in quanto risulta avere un potere curativo pari o superiore a quello del trattamento stesso.

Ma quali sono, nello specifico, le caratteristiche del terapeuta che influenzano il risultato della psicoterapia?

Beutler, Machad e Neufeldt hanno sistematizzato una tassonomia delle caratteristiche del terapeuta, classificate in: elementi oggettivi vs soggettivi ed elementi di terapia aspecifici vs specifici.

Ne deriva una classificazione a 4 dimensioni che influenzano in maniera peculiare il risultato terapeutico

  1. Elementi oggettivi terapia-aspecifici, cioè caratteristiche demografiche del terapeuta: età, sesso, etnia. Gli studi in questo ambito tendono a confermare come la similarità tra paziente e terapeuta rispetto a queste dimensioni favorisca la permanenza in terapia e il miglioramento dei sintomi a breve e medio termine;
  2. Elementi oggettivi terapia-specifici: stile ed interventi terapeutici e formazione del terapeuta. In realtà, le ricerche attuali tendono a considerare lo stile e gli interventi del terapeuta non come semplice risultato di strategie e tecniche, quindi riconducibili ad una dimensione oggettiva e specifica della terapia, ma come fattori che interagiscono con elementi soggettivi del terapeuta (come i meccanismi di difesa e i processi di rottura e riparazione dell’alleanza). Per quel che riguarda la formazione del terapeuta, in genere, l’aderenza ad un manuale di riferimento può aumentare significativamente l’efficacia dell’intervento ma l’elemento influente non sembra essere la tecnica specifica quanto la chiarezza del testo. In pratica, il terapeuta è più efficace non nella misura in cui sceglie una tecnica piuttosto che un’altra ma quanto più conosce e padroneggia la tecnica prescelta;
  3. Elementi soggettivi terapia-specifici: relazione terapeutica ed orientamento teorico. Mentre gli studi sulla relazione terapeutica concordano nel dimostrare come una buona relazione influenzi positivamente il risultato della psicoterapia, facilitando l’apprendimento pratico di soluzioni, l’aumento di consapevolezza e l’autoesplorazione dei propri processi psicologici da parte del paziente e fornendo un esempio positivo di riferimento ed una esperienza emozionale correttiva funzionale al cambiamento, l’orientamento teorico del terapeuta non sembra avere la stessa influenza. Le meta-analisi in questo ambito, infatti, non riscontrano differenze significative tra outcome terapeutici in relazione all’orientamento teorico del terapeuta. Questo perché, pur facendo riferimento ad uno stesso corpus teorico, spesso i clinici strutturano interventi molto diversi tra loro.
  4. Elementi soggettivi terapia-aspecifici, intesi come aspetti relativamente costanti relativi alla persona del terapeuta: personalità e stile di coping, benessere emotivo, valori, atteggiamenti e credenze e atteggiamento culturale. Per quel che riguarda le caratteristiche di personalità e lo stile di coping del terapeuta la ricerca si è concentrata sulle dimensioni dell’empatia e del locus of control, rilevando come l’empatia sia positivamente correlata all’efficacia della terapia e come la convergenza tra locus of control percepito dal terapeuta e quello percepito dal paziente sia associata al miglioramento terapeutico. Viceversa la non concordanza di stile cognitivo sarebbe legata a drop-out del paziente. Anche il benessere emotivo del terapeuta è legato ai progressi del paziente: pazienti che percepiscono il proprio terapeuta come sicuro avranno maggiori possibilità di migliorare mentre pazienti con terapeuti con scarsa autostima tendono a perdere la fiducia in se stessi.

Un ambito di studi di recente sviluppo riguarda, infine, l’interazione tra lo stile di attaccamento del terapeuta e l’efficacia della psicoterapia. Secondo gli studi, lo stile di attaccamento influenza significativamente il risultato della terapia nella misura in cui influenza il modo in cui il terapeuta partecipa alla costruzione, al mantenimento e alla riparazione delle rotture dell’alleanza.

Un terapeuta sicuro, infatti, è più in grado di integrare capacità riflessive, le informazioni cognitive e contatto emotivo di quanto non faccia un terapeuta insicuro e quindi riesce con più efficacia ad adattare il proprio stile relazionale alle caratteristiche specifiche e ai bisogni contingenti del paziente.

Terapeuti con attaccamento insicuro, al contrario, sono meno capaci di stabilire relazioni terapeutiche che influenzino positivamente il trattamento, soprattutto con pazienti gravemente compromessi.

In particolare i terapeuti preoccupati rispetto all’attaccamento, a causa della loro scarsa funzione riflessiva, sono più concentrati propri pensieri e vissuti che su quelli del paziente e tendono ad imporre il proprio punto di vista e ad avere difficoltà nella riparare le inevitabili rotture dell’alleanza. Soprattutto con pazienti distanzianti, che a differenza loro tendono a focalizzarsi sugli aspetti cognitivi del lavoro, l’elevato numero di incomprensioni e l’inefficacia delle riparazioni aumentano il rischio di drop-out.

I terapeuti distanziati, al contrario, tendono a focalizzarsi sugli stati mentali dei pazienti, fuggendo dal contatto con le proprie emozioni. Si tratta, però, di una focalizzazione nella maggior parte dei casi tesa a compiacere l’altro più che ad entrare in contatto intimo con lui. Di conseguenza, questi terapeuti tenderanno a focalizzarsi sugli aspetti tecnici del trattamento a discapito di quelli emotivi e, soprattutto con pazienti distanzianti, il trattamento avrà maggiore probabilità di caratterizzarsi per un evitamento delle aree problematiche e le emozioni negative.

In conclusione, la persona dello psicoterapeuta, nei suoi molteplici aspetti, influenza in modo determinante l’outcome terapeutico. È quindi fondamentale che noi professionisti siamo consapevoli delle nostre caratteristiche professionali e personali e di come queste possano influenzare l’andamento della psicoterapia. Ogni incontro è unico ed irripetibile ma sapere che se abbiamo determinate caratteristiche o stili di attaccamento tenderemo ad assumere atteggiamenti e comportamenti che possono influenzare il nostro contributo alla terapia, ci consente di direzionare il lavoro in maniera più consapevole nell’interesse dei nostri pazienti.

 


Beutler L.E. Machado PP. & Neufeldt SA, (1994). Therapist variables. Handbook of Psychotherapy and Behavior Change, 4th ed. Edited by Bergin AE, Garfield S. New York: Wiley.

Colli, A. (2006). La ricerca sugli interventi del terapeuta. La ricerca in psicoterapia. Modelli e strumenti: 369-388.

Gulotta, G., & Del Castello, E. (1998). Psicologia della psicoterapia. Torino: Bollati Boringhieri.

Norcross, J. C., & Lambert, M. J. (2011). Psychotherapy relationships that work II. Psychotherapy48(1): 4.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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