Relazioni

Verso l’incontro con l’Altro: perché ci conviene superare i nostri stereotipi

Gli stereotipi sociali contribuiscono a costruire la nostra identità, rinforzare l’autostima ed aumentare le nostre probabilità di adattamento. Allora perché liberarcene?

Nel precedente articolo (Categorizzazione Sociale e formazione degli stereotipi) abbiamo visto come gli stereotipi sociali svolgano delle funzioni psicologiche molto importanti, legate al nostro livello di autostima, alla costruzione di un senso di identità sociale ed individuale e all’adattamento, aiutandoci a diminuire il livello di angoscia associata al nuovo ed aumentando la rapidità di risposta agli stimoli ambientali.

Se, quindi, gli stereotipi sono così fortemente implicati nella nostra sopravvivenza e nel nostro benessere fisico e psicologico, perché dovremmo liberarcene?

Partendo dal fatto che è impossibile liberarcene del tutto, proviamo a riflettere sul perché non ci conviene affidarci esclusivamente ai nostri stereotipi:

  • Gli stereotipi mentono: per assimilare una realtà molto più complessa di quanto siamo in grado di percepire, il nostro cervello è costretto ad astrarre e generalizzare, cioè ad operare valutazioni generali di un fenomeno a partire da un numero limitato di esperienze. Ecco che l’appartenenza ad una determinata categoria diventa, per noi, descrittiva di una persona a prescindere dalle sue specificità, specificità che potrebbero essere ben più numerose o addirittura contrastanti rispetto a quelle assegnate alla sua “etichetta”. Una delle convinzioni più comuni, ad esempio, è che tutti Rom siano nomadi. In realtà, solo il 3% di rom e sinti in Italia è nomade.
  • Gli stereotipi illudono: il nostro cervello ama gli stereotipi perché il processo di categorizzazione degli elementi della realtà ci consente di direzionare su di essa un’azione, operare una trasformazione e, in un certo senso, di dominarla. Si tratta però di una illusione di controllo, molto rassicurante circa le possibilità di manipolare l’ambiente a nostro vantaggio ma tanto più falsa quanto più si fa complesso ed imprevedibile ciò a cui ci relazioniamo. E cosa c’è di più complesso ed imprevedibile della realtà dell’Altro?
  • Gli stereotipi ci ingabbiano: gli stereotipi tendono ad essere rigidi ed autoconservativi. Questo vuol dire che ciascuno di noi percepisce e richiama alla memoria più facilmente le informazioni che confermano le proprie credenze (percezione e memoria selettiva) e ad agire richiamando negli altri proprio quei comportamenti attesi in base allo stereotipo. Così, se siamo convinti che “gli immigrati sono pericolosi” tenderemo a ricordare con più facilità notizie in cui un immigrato ha effettivamente avuto comportamenti violenti. Si tratta di una profezia che si autoavvera, con cui ci rassicuriamo circa le nostre capacità di giudizio ma di fatto ci ingabbiamo nelle nostre stesse opinioni.
  • Ci stereotipi ci isolano: quando uno stereotipo sociale si costruisce in forma di pregiudizio (Siamo tutti razzisti? Stereotipi, pregiudizi e idea dell’altro), tendiamo ad evitare l’incontro con tutte quelle categorie di persone che abbiamo giudicato negativamente e a preferire coloro a cui abbiamo a priori attribuito caratteristiche positive. In questo modo rischiamo di isolarci nel nostro piccolo mondo e a limitare la nostra evoluzione personale sottraendoci alle infinite possibilità racchiuse nell’incontro con l’Altro.

Dentro ognuno di noi c’è un bambino desideroso di esplorare, scoprire, godere e sorprendersi. Nutrire questi bisogni significa nutrire la parte più naturale di noi stessi. E quale migliore occasione dell’incontro con il nuovo, il diverso, il non conosciuto? Forse ci conviene davvero andare oltre i nostri stereotipi e pregiudizi! Nel prossimo articolo vedremo come.


Merton, R. K., & Barbano, F. (1971). Teoria e struttura sociale. Il mulino.

 

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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