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Cos’è il BASIC ID e in che modo può essere utile alla tua pratica clinica

Il BASIC ID è uno strumento per la psicodiagnosi e la pianificazione dell’intervento psicoterapeutico. Non si tratta di una teoria della psiche ma di un approccio “laico” e pragmatico che può aiutare lo psicoterapeuta ad effettuare la formulazione del caso in modo più veloce e completo.

Le 7 modalità con le quali, secondo Lazarus, l’essere umano si relaziona all’ambiente sono: comportamento (Behavior), affettività (Affect), sensazioni (Sensation), immaginazione (Imagery), cognizione (Cognition), relazioni interpersonali (Interpresonal relationships), dimensione somatica (Drugs and biological function). L’acronimo che ne risulta è B.A.S.I.C. I.D. e come potete vedere amplia la tridimensionalità dell’ABC classico della TCC (emozione – comportamento – pensiero) o della REBT di Ellis (razionale – emotivo – comportamentale).

Arnold Lazarus iniziò il suo percorso professionale come comportamentista con Wolpe per poi formulare alcuni principi che sfociarono nella psicoterapia cognitivo-comportamentale; negli anni ’70 ideò la terapia multimodale che – pur non rinnegando i principi comportamentisti – include una visione più marcatamente biopsicosociale e sistemica (→ von Bertalanffy).

 

Il Piano di Trattamento con il BASIC ID

Il Piano di Trattamento è uno strumento logico con il quale i dati del paziente vengono organizzati in vista dell’obiettivo terapeutico. La formulazione del Piano di Trattamento è uno dei principali “atti tipici” dello psicoterapeuta: apprendere qualche tecnica terapeutica (ad esempio “la sedia vuota” o la desensibilizzazione sistematica) è relativamente semplice. Pianificare il trattamento invece richiede una formazione specifica perché è necessario connettere la formulazione del caso alla scelta delle tecniche terapeutiche e alle mete individuate nel contratto.

 

Nella Formulazione del Caso
  • Il BASIC ID viene usato come “stratagemma mnemonico” durante l’Intervista e durante ogni colloquio per non trascurare alcuna dimensione; l’intervista deve far emergere lo schema A-B-C di ogni problematica (quali eventi sembrano aver scatenato quel disturbo? Chi o cosa sembra mantenere i comportamenti inadattivi del paziente? Quali vantaggi o tornaconti ottiene?).
  • consente di scomporre i problemi del paziente nelle singole modalità (Profilo di Modalità) e descrivere il modo individuale con cui il paziente le utilizza (Profilo Strutturale);

I dati raccolti (ad esempio tramite il Questionario sul Profilo Strutturale o il Multimodal Life History Inventory) e organizzati nelle 7 Modalità vanno poi messi in relazione dinamica e interattiva, perché il paziente vive l’esperienza come un flusso vitale e unico, non in 7 modi separati.

È importante non limitare la psicodiagnosi alle sole aree disfunzionali ma individuare le risorse, i comportamenti adattivi e gli stili di coping funzionali che hanno permesso al paziente di risolvere i problemi in vari ambiti di funzionamento.

 

Nel Piano di Trattamento
  • Il BASIC ID rende più semplice e motivata la scelta dei trattamenti e degli interventi: ai problemi descritti nel Profilo di Modalità corrispondono mete e tecniche mirate;
  • attraverso il tracking possiamo individuare i processi che sottostanno ai contenuti che il paziente ci racconta in seduta e aiutarlo a sviluppare consapevolezza, capacità di automonitoraggio, autoregolazione etc.;
  • facendo riferimento al Profilo Strutturale, la tecnica del bridging vi consentirà di strutturare il colloquio in modo efficace favorendo nel paziente l’apertura e l’autoesplorazione.

 

È necessario rendersi conto che la buona riuscita di una psicoterapia dipende dal grado di tailoring, cioè dalla vostra capacità come psicoterapeuti di adattarvi al paziente e alle sue specifiche modalità di funzionamento, agendo contemporaneamente su ciascuna in modo personalizzato. Prima ancora che un approccio pragmatico ed efficace, il BASIC ID è quindi una forma di rispetto verso la storia unica e irripetibile di ogni nostro paziente.

 

 


Lazarus A (2003). Terapia breve e completa. L’approccio multimodale, Roma: LAS

De Nitto C & De Luca ML (2015). Promuovere l’efficacia della terapia breve in un’ottica di Analisi Transazionale Socio-Cognitiva. Psicologia Psicoterapia e Salute, Vol. 21, No. 1-2: 35-57

Makover RB (1999). La pianificazione dei trattamenti in psicoterapia, Roma: LAS

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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