Età evolutiva

A come… Affiliazione, Adolescenza, Amicizia (parte 2)

L’adolescenza rappresenta un momento di transizione, ricco di compiti evolutivi, che tende verso la ridefinizione dell’identità. La vicinanza dei coetanei che vivono situazioni ed emozioni simili, costituisce una fonte indispensabile per il confronto sociale, la riduzione dell’ansia e il recupero di informazioni (come detto qui). Le ricerche dimostrano che affliliazione e prossimità fisica favoriscono l’amicizia. L’amicizia è quindi una semplice attrazione? No: implica una relazione di interdipendendenza in cui si crea una danza tra gli interessi e le azioni dell’Io e dell’Altro. Differentemente da altre forme di relazione, questa interdipendenza è volontaria e il godere della reciproca compagnia rappresenta un criterio centrale per definire qualcuno come amico, oltre a caratteristiche come l’intimità, l’affetto e l’assistenza reciproca. L’amicizia, infatti, è caratterizzata da norme e regole particolari come l’offrire aiuto in caso di bisogno, il rispetto della privacy, il mantenere i segreti, la fiducia e la confidenza reciproca, la difesa dell’altro. E in adolescenza? Soprattutto in un gruppo di amici, si osserva come chi appartiene al gruppo non può esimersi dal rispetto di queste regole che, ovviamente, vanno a declinarsi tenendo conto delle caratteristiche sociali e culturali dell’ambiente a cui il gruppo appartiene. Inoltre non tutte le regole hanno uguale intensità: quelle riguardanti la lealtà verso gli amici e il rispetto degli impegni presi sono considerate ad “alta intensità”, mentre, ad esempio, quella di non frequentare altri gruppi sembra avere un’intensità limitata.

 

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Hewstone M., Stroebe W. e Stephenson G.M., Introduzione alla psicologia sociale, Bologna, Il Mulino, 1998

Palmonari A., Gli adolescenti, Bologna, Il Mulino, 2001

Speltini G. e Palmonari A., I gruppi sociali, Bologna, Il Mulino,  1999

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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