Età evolutiva

Mio figlio è vittima di un bullo?

La preoccupazione principale per un genitore è la protezione del proprio figlio. Obiettivo importante per insegnanti ed educatori di ogni ambito è quello di creare un ambiente il più possibile sicuro e supportivo per il bambino e l’adolescente. Quando parliamo di bullismo, o di qualsiasi altro atto di violenza e prevaricazione, le conseguenze sul piano psicologico, sia a breve che a lungo termine, sono molto gravi per la vittima (e non solo per lei). Non si può, quindi, sottovalutare la necessità di un’azione d’intervento tempestiva e mirata.

Ci sono alcuni segnali che possono aiutarci a identificare la presenza di una situazione di bullismo anche se la vittima non denuncia l’accaduto. In generale, l’attenzione va indirizzata ad ogni cambiamento repentino di stati d’animo e comportamenti che non riconosciamo far parte del normale essere del bambino/adolescente. Ad esempio, non invita più i compagni di classe o altri amici a casa e non trascorre del tempo con loro; controlla i propri profili sui social network in continuazione oppure, al contrario, smette di connettersi ad internet; ha paura di andare a scuola o in altri luoghi che prima frequentava abitualmente (dove avvengono gli episodi di prevaricazione, es. la palestra). Spesso può lamentare mal di stomaco o mal di testa frequenti prima di uscire per recarsi in luoghi specifici. Può mostrare sbalzi di umore con scatti d’ira. A livello comportamentale, il bambino/adolescente può fare frequenti richieste di denaro in casa o usare la carta di credito di nascosto dai genitori. Può avere un improvviso calo nel rendimento scolastico.  A volte torna a casa con vestiti stracciati o sgualciti, libri o oggetti rovinati; ha lividi, ferite, tagli e graffi frequenti, sui quali spesso non fornisce una spiegazione.

Nello specifico, i sintomi psicologici e gli altri segnali a cui prestare attenzione sono: disturbi del sonno (es. difficoltà ad addormentarsi, risvegli legati ad incubi); disturbi dell’appetito; disturbi somatici; inibizione; peggioramento del rendimento scolastico; difficoltà di concentrazione; fuga da scuola; abbandono scolastico; paure e preoccupazioni molto elevate; peggioramento dell’autostima; sensi di colpa, impotenza, perdita di speranza e vergogna; isolamento sociale; perdita di controllo e comportamenti impulsivi e pericolosi verso sé o gli altri. Nel lungo periodo, invece, la vittima può sviluppare: veri e propri stati depressivi e ansiosi; disturbi comportamentali; comportamenti aggressivi verso i deboli per rivalsa (trasmissione intergenerazionale della vittimizzazione); salute precaria; tentativi di suicidio.

Dalle ricerche sul tema si è osservato che le conseguenze degli atti di bullismo dipendono molto dalle risorse interne della vittima e da alcune caratteristiche della situazione di prevaricazione. Ad esempio,  è emerso che la durata del fenomeno influisce sui sintomi successivamente presentati: più i soprusi si protraggono nel tempo, maggiori saranno le conseguenze presentate. Anche la frequenza determina la differenza: maggiore è il numero di atti subìto in un periodo, maggiori saranno i sintomi mostrati a breve e a lungo termine. É emerso che anche la modalità di reazione della vittima è legata al tipo di malessere che presenterà successivamente: ci saranno conseguenze peggiori se non si ribella e non chiede aiuto. Inoltre, se la reazione è la tristezza e la paura, avrà sintomi peggiori rispetto alla vittima che reagirà con rabbia. Infine, ci saranno peggiori conseguenze se l’atto di bullismo è vissuto in adolescenza piuttosto che durante l’infanzia e questo perché il comportamento aggressivo dell’adolescente ha maggiore intenzionalità ed è, quindi, percepito come vera e propria violenza focalizzata.

 


Formella Z., Ricci A. (a cura di) (2010). Bullismo e dintorni. Le relazioni disagiate nella scuola. Milano: Franco Angeli ed.

Buccoliero E., Maggi M. (2008). Il bullismo nella scuola primaria. Manuale teorico-pratico per insegnanti e operatori. Milano: Franco Angeli ed.

 

The following two tabs change content below.

dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

Cosa ne pensi?

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.