Età evolutiva

Il gioco come espressione del legame di attaccamento

 

Il gioco è un’attività con cui, sin dai primi mesi di vita, il bambino si accosta al modo che lo circonda; è un’esperienza che consente di esprimere la propria individualità, i propri bisogni, pensieri ed interessi; è una palestra in cui acquisire sicurezza, autonomia e autocontrollo del proprio corpo e delle emozioni. Sia il semplice scambio di sguardi tra la mamma ed il bambino, sia la pratica di giochi tradizionali di strada possono essere considerati come una delle espressioni e gestione dello spazio tra la figura di attaccamento ed il bambino e ritualizzazioni delle fasi di allontanamento e ricongiungimento con il caregiver. Nel gioco del nascondino, ad esempio, dove il bambino deve trovare e, alternativamente, restare in attesa di essere trovato, la capacità di affrontare tale situazione dipende dal modo in cui la figura materna è stata interiorizzata e dalla capacità di padroneggiare il timore di stare da solo e senza protezione. Se la figura di attaccamento è interiorizzata come affidabile, presente e prevedibile “posso allontanarmi, nascondermi, restare in attesa e in silenzio avendo la certezza che mi verranno a trovare e non smetteranno di cercarmi”.

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Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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