Sesso

La lobby gay e la derubricazione dell’omosessualità

C’è chi sostiene che l’omosessualità sia stata dichiarata “variante non patologica del comportamento sessuale” solo per motivi squisitamente culturali e per la pressione delle lobby gay. Le cose non stanno così: l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle patologie mentali perché non soddisfa alcun criterio per essere definita una patologia.

Semmai è vero il contrario: il fatto che fino al DSM-II fosse considerata una patologia dipendeva da motivi culturali ma non aveva alcun fondamento scientifico.

Con questo articolo siamo giunti al termine del nostro excursus sui motivi per cui l’omosessualità fu derubricata dalla lista delle patologie, dopo aver visto →chi e quando la derubricò e se →fu tolta per votazione.

Patologie che vanno, patologie che vengono

Per mostrarvi come funziona l’inclusione o l’esclusione delle patologie dai manuali internazionali vi propongo tre esempi: la Ninfomania, il PTSD (disturbo da stress post-traumatico) e il Narcisismo.

La lobby ninfomane. Numerose donne fino alla II guerra mondiale venivano internate negli istituti di igiene mentale per il semplice fatto che provavano piacere nel fare sesso. Nel 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità depennò la ninfomania dalla lista delle patologie. Perché? Ci fu una “Lobby delle Ninfomani” che fece pressione? No: semplicemente fu riconosciuto il preconcetto culturale legato a questa etichetta.

I Veterani del Vietnam e il PTSD. Che le persone possano subire dei gravi danni psichici in seguito ad un grave trauma sembra scontato. Tuttavia fino al 1980, quando fu pubblicato il DSM-III, non era nella lista delle patologie. Fu introdotto perché gli studi scientifici sui reduci di guerra, sugli incidenti stradali e sui disastri ambientali mostravano che andava considerata una patologia. Le Lobby dei reduci del Vietnam fecero molta pressione sull’APA per far introdurre questo disturbo. Il motivo è ovvio: erano i diretti interessati.

La cancellazione del Narcisismo. E veniamo ad un esempio più recente: nessuna “Lobby Narcisista” ha fatto pressioni, eppure nel 2011, quando fu annunciato che il DSM 5 avrebbe derubricato questo disturbo, le istituzioni degli psicologi (comprese quelle italiane) hanno fatto pressione perché venisse mantenuto.

Le lobby sono un male?

Lobby significa loggia, ed è ovvio che in Italia questo termine ha assunto un’accezione molto negativa (P2, mafia, malaffare…). In realtà la definizione di Lobby è:

«Un gruppo organizzato di persone che cerca di influenzare dall’esterno le istituzioni per favorire particolari interessi».

Le associazioni dei sordi, dei portatori di handicap, le famiglie terremotate, ma anche le associazioni di categoria come quelle degli infermieri, degli artisti di strada, dei poliziotti, dei commercianti o degli psicologi: tutti fanno lobbying e anzi devono farla, perché ciascuno ha diritto ad avere qualcuno che rappresenti le sue particolari esigenze presso le istituzioni.

Anche in ambito psicologico, come abbiamo visto, la pressione sociale è utile perché focalizza l’attenzione dei curatori del DSM o dell’ICD su una realtà da approfondire. Proprio come avvenne con i reduci del Vietnam e gli omosessuali. Perché il principio della psicopatologia è: si mantengono in elenco solo i disturbi che sono supportati da una robusta letteratura scientifica.

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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