Relazioni

Affrontare i figli!

Compito arduo è l’essere genitori. Lo è sempre stato, ma oggi ancor di più.
Leggevo una riflessione del Pediatra Tommaso Montini, conosciuto ai più nei social, oltre che nella vita reale, e autore di diversi scritti: “Trasgredire in adolescenza è una fase ‘normale’. Rischiosa, orribile, difficile… ma normale! Serve per differenziarsi e indentificarsi in modo autonomo. …Essere genitori, con confini e ruoli ben definiti, aiuta i ragazzi a vederci e a ‘mandarci a quel paese’ senza aver bisogno di strafare per una ‘sana’ trasgressione”.(da un post del 7 luglio u.s.).
A proposito di confini, così come la membrana attorno alla cellula, essi devono essere solidi al fine di assicurare l’integrità dell’individuo, ma al contempo devono essere permeabili per favorire la comunicazione con i membri della famiglia.
Un autore che ha parlato di confini in famiglia è stato Minuchin (1974). Ha affermato che la famiglia fornisce un contesto importante affinchè il bambino possa sviluppare due dimensioni in particolare: senso di appartenenza e individuazione.
Ma cosa sono i confini? “Definiscono le regole del sottosistema (chi e come vi partecipa); Hanno la funzione di proteggere la differenziazione del sistema; Ogni sottosistema ha specifiche funzioni e fa specifiche richieste ai suoi membri; Le capacità interpersonali sono legata alla possibilità che ogni sottosistema ha di essere libero rispetto all’interferenza degli altri”.
Pertanto questi devono essere chiari e permettere che i membri esercitino le proprie funzioni senza interferenze, ma lasciare i contatti con altri membri di sottosistemi.
Quando sono CONFINI CHIARI danno origine a:
1. Definizione dei ruoli familiari
2. Differenze evolutive fra i membri della famiglia
3. Possibilità per gli individui di incontrare i propri bisogni emotivi

Quando sono CONFINI DIFFUSI possono dare origine a

1. Inversione Di Ruolo (i genitori si rivolgono al bambino per sostegno e assistenza))
2. Invadenza (iperprotettività)
3. Invischiamento (mancanza di riconoscimento o conferma della differenziazione tra sè e gli altri)
4. Sposificazione (Come fosse un surrogato del partner)

Se già partissimo da un Confine chiaro, regaleremmo ai nostri figli la possibilità di scoprire se stessi all’interno di un sistema protetto, di sentirsi appartenenti al sistema famiglia, senza negare loro la possibilità di trasgredire, sbagliare e imparare dagli errori, permettendogli di conoscersi finalmente nella loro individualità, ma dando per primi un esempio possibilmente equilibrato.


Andolfi, M. (2003), Manuale di Psicologia Relazionale. La dimensione familiare, Accademia della Psicoterapia della Famiglia, Roma 2003
Stern, D. (1995), La costellazione materna. Il trattamento psicoterapeutico della coppia madre bambino, Boringhieri, Torino 2007
Minuchin, S. (1974), Famiglia e terapia della famiglia, Astrolabio, Roma 1976

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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