Età evolutiva

La carta d’identità del bullo

In un post precedente il bullismo è stato descritto come un disturbo della relazione, la cui valutazione quindi non può prescindere dall’individuazione delle dinamiche che si instaurano tra bullo, vittima e spettatori. Solo un approccio di questo tipo permetterà interventi concretamente efficaci. Soffermarsi esclusivamente sulle caratteristiche personali che troviamo negli attori della scena è un modo riduttivo di affrontare il problema.

Nonostante questo, avere un quadro delle difficoltà che caratterizzano bullo, vittima e osservatori può fornire utili informazioni sulle strategie più adeguate di prevenzione e risoluzione del fenomeno.

Soffermiamoci prima di tutto sul bullo. Sappiamo che sarà poco pronto ad ascoltare e a mettersi in discussione, ma non bisogna dimenticare che ha bisogno di essere aiutato anche se non chiede che qualcuno lo faccia. Nel suo “profilo” troviamo le seguenti caratteristiche che lo distinguono:

  1. Difficoltà nel riconoscimento dei propri ed altrui stati emotivi
  2. Deficit nell’empatia: non riesce a predire le reazioni dell’altro e le conseguenze delle proprie azioni
  3. Bisogno di prevaricare sugli altri
  4. Deficit nel decodificare le informazioni esterne, nell’interpretare le informazioni o nell’individuare ed attuare la risposta e la reazione corretta. Spesso, infatti, tende ad interpretare il comportamento dell’altro come provocatorio
  5. Impulsività: maggiore irritabilità e reattività immediata. Quindi, scarsa capacità di autocontrollo
  6. Incapacità di accettare regole e limiti
  7. Immagine di sé esageratamente positiva, di tipo difensivo: tale rielaborazione impedisce il contatto con le informazioni negative relative al proprio comportamento. In realtà, presenta un’opinione positiva su di sé per l’aspetto fisico e la popolarità, non per la sfera scolastica, emozionale, comportamentale e famigliare
  8. Mancanza della misura
  9. Stile di attaccamento disorganizzato o evitante: si aspetta risposte ostili o indifferenza e quindi aggredisce l’altro.
  10. Ricerca un tornaconto personale dal comportamento violento che attua: economico e/o fama e prestigio
  11. Disimpegno morale: possiede valori e regole, ma ne sospende il rispetto attraverso processi di ristrutturazione cognitiva che permettono una scissione tra valori e azioni. Per questo non presenta autocondanna, senso di colpa e vergogna
  12. È ostile nei confronti del suo ambiente, soprattutto verso genitori e insegnanti
  13. Desidera un riscatto verso il mondo a causa delle carenze sociali, culturali e affettive vissute
  14. È possibile che sia circondato da ragazzi che non commettono direttamente atti di bullismo, ma sostengono e rinforzano il suo comportamento (bulli gregari)

Questi punti rappresentano i principali nodi da cui partire e su cui lavorare in modo tempestivo nell’affrontare i primi segnali di comportamenti a rischio, per evitare che questi si cronicizzino e portino a difficoltà future ancora più gravi. Tra le sequele negative in età evolutiva si registrano le difficoltà relazionali e il fallimento scolastico, mentre in età adulta è presente un alto tasso di incidenti, difficoltà coniugali, disoccupazione, disturbi dell’umore, uso di sostanze, adozione di comportamenti devianti e problemi con la legge.

Lo spunto su cui riflettere: come può un bambino e, quindi, poi un adolescente sviluppare queste caratteristiche di personalità? Quali ne sono le cause? Ne parleremo in un prossimo post.

 


Formella Z., Ricci A. (a cura di) (2010). Bullismo e dintorni. Le relazioni disagiate nella scuola. Franco Angeli ed., Milano.

Buccoliero E., Maggi M. (2008). Il bullismo nella scuola primaria. Manuale teorico-pratico per insegnanti e operatori. Franco Angeli.

 

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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