Età evolutiva

Figli “divisi”: l’elaborazione psicologica della separazione di mamma e papà

Come detto in un precedente post rivolto ai genitori, “dai figli non si divorzia”. Ma qual è l’esperienza dei figli durante questo momento? A qualunque età la si viva, la separazione dei propri genitori coinvolge in un processo parallelo paragonabile all’elaborazione del lutto, così come delineato da Camerini, Rosa e Sergio (2013) che, rielaborando la teoria di Kübler-Ross, propongono un processo in cinque stadi. Nel primo stadio, al pari del lutto, troviamo la negazione. I minori rifiutano di accettare il divorzio e la conseguente perdita di uno dei genitori, arrivando quindi a negare la realtà della separazione: “Non è vero! Non sta succedendo! E’ uno scherzo!”. Realizzato che sì, sta succedendo davvero, subentra lo stadio successivo, quello della rabbia. E’ frequente che i bambini provino e manifestino rabbia ed ostilità nei confronti di chi si ritiene la causa della separazione: uno o entrambi i genitori, fratelli/sorelle – “E’ tutta colpa tua!” – e persino di loro stessi ““E’ tutta colpa mia?”. Da questo stadio si passa alla negoziazione, ovvero l’impegno nel cercare di bloccare la separazione dei genitori o posticiparne il distacco. Spesso ciò avviene attraverso un cambiamento comportamentale che dà vita a ricatti emotivi o alleanze manipolatorie. Tanto più si definisce la reale separazione dei genitori, tanto più si delinea il quarto stadio, quello della depressione, momento in cui si vivono maggiormente sentimenti di abbandono e paura. L’ultimo stadio è quello dell’accettazione, dove, con il passare del tempo, gran parte dei bambini sembra ridefinire un nuovo equilibrio e sentirsi a proprio agio nella nuova situazione familiare.
La separazione segna indelebilmente i figli? La separazione, ad ogni età, interferisce negativamente ed in modi tipici (e momentanei, generalmente non oltre i due anni) sul normale sviluppo psicologico del minore. Tuttavia eventuali ripercussioni a lungo termine, andrebbero associate alla presenza o meno di altri fattori concomitanti.

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Camerini G.B., Rosa S., Sergio G., Il minore a rischio psicosociale: terapie e interventi psicosociali prescrittivi istituzionali. Problemi di metodo e criticità. In: Uguzzoni U., Siboni F. (a cura di), La prospettiva del minore nella C.T.U.. Esperienze di un approccio integrato, Milano, Franco Angeli, 2013, pp. 55-90

Cigoli V., Gulotta G., Santi G., Separazione, divorzio e affidamento dei figli, Milano, Giuffrè, 1997

Vallario L., L’interesse del minore. Definizione e valutazione psicologica nelle separazioni, Milano, Franco Angeli, 2016

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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