Relazioni

Con te o senza di te

Cosa accade oggi nei rapporti di coppia? Come mai c’è un incremento di separazioni? Dopo tanti anni insieme non avevamo visto giusto? Non era lui, non era lei la mia anima gemella?

Partiamo dal concetto di ciclo vitale della coppia. È composto da 4 fasi:

  1. SIMBIOSI. Innamoramento e idealizzazione dell’altro, i primi tempi!
  2. DIFFERENZIAZIONE. Detta anche fase del risveglio, si vive una delusione in quanto l’altro non è la figura che avevamo idealizzato nella fase dell’innamoramento.
  3. SPERIMENTAZIONE. Si crea un distacco emotivo, non si può negoziare né scendere a compromessi. Esiste una distanza evidente ai due.
  4. RIAVVICINAMENTO E INTERDIPENDENZA. È il momento in cui si accettano i difetti del partner e quando si discute lo si fa sui contenuti, non sulla persona. Si torna insieme per risolvere i problemi, in due.

Quindi oggi dove è il punto di rottura? È evidente che si trovi tra la seconda e la terza fase, dove ognuno si fa presente all’altro con la propria individualità e con le proprie caratteristiche. Se le coppie sono giovani, tutto sommato, hanno anche il diritto di conoscere se stessi e mettersi alla prova. I problemi sorgono quando si vive una relazione da tanto tempo, magari con dei legami molto forti, le famiglie di appartenenza, dei figli.

Accade di allontanarsi, l’età che passa fa vivere nuove evoluzioni personali, qualcuno inizia a sentire la noia della “routine”, magari ha messo da parte sogni e progetti per far quadrare il cerchio e inizia a sentirne gli effetti, la frustrazione. Alle volte uno dei due ha una evoluzione più rapida e l’altro rimane un passo indietro ed ecco affiorare divergenze, interessi contrastanti; Si perde il senso della coppia, quella linfa vitale che serve a nutrire il rapporto. Poi arriva l’allontanamento fisico che è solo conseguenza di tutto ciò.

Cosa tenere presente? Due elementi fondamentali: la relazione e la resilienza.

  • Prendersi cura di se stessi è anche prendersi cura dell’altro e del rapporto con l’altro. È utile valorizzarsi, comunicare, imparare ad essere empatici, collaborare, tenere viva la relazione, ma più di ogni altra stare bene con se stessi, da soli. Se cercheremo l’altro come appoggio per le nostre paure, creeremo dipendenza, che a lungo andare appesantirà il rapporto e l’altro sentirà il bisogno di evadere (non era questo il progetto iniziale – rottura di un patto implicito). Se invece saremo capaci di star bene da soli, potremo arricchire la nostra relazione con le nostre differenze, sperimentandoci anche con l’altro.
  • Un tempo le coppie longeve erano accomunate dal saper affrontare le trasformazioni correlate ai cambiamenti personali propri, dell’altro e agli eventi critici. La resilienza di coppia è proprio questo: una competenza condivisa di reagire ai cambiamenti con flessibilità e dinamismo.

Andolfi M., La crisi della coppia, una prospettiva sistemico-relazionale, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005.

Carotenuto A., Eros e Pathos, Tascabili Bompiani, Milano, 2005.

The following two tabs change content below.
Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

Cosa ne pensi?