Relazioni

“Tu, forse non essenzialmente tu”: meccanismi psicologici implicati nella scelta del partner

L’innamoramento è il frutto di una scelta inconsapevole del tipo di relazione amorosa che vogliamo vivere in un determinato momento della nostra vita: quali i meccanismi psicologici alla base?

Nella nostra visione romantica siamo abituati a pensare all’innamoramento come qualcosa che accade, arriva, ci colpisce a ciel sereno e ci spinge irrimediabilmente verso quella persona, quella lì, proprio lei e nessun’altra, speciale e diversa dalle altre.

Ad una osservazione più attenta, però, potremo facilmente renderci conto di come alcune nostre relazioni amorose abbiamo degli elementi in comune. Anche i nostri partner, a ben vedere, si somigliano molto di più di quanto pensassimo! Da un punto di vista psicologico, infatti, la scelta del partner è meno casuale di quanto siamo portati a credere: anche quando viviamo il fatidico colpo di fulmine e pensiamo di aver perso la testa, pur essendone inconsapevoli abbiamo seguito dei percorsi precisi nella scelta del nostro compagno/a. Se siamo stati “fortunati”, questa consapevolezza non cambia poi molto la nostra via sentimentale ma se abbiamo la tendenza a vivere relazioni insoddisfacenti, o attraversiamo un momento particolarmente frustrante, vale sicuramente la pena chiederci: “come scelgo i miei partner?”

La scelta del partner di basa su alcuni criteri:

  • Effetto familiarità: generalmente siamo portati a scegliere partner che ci ricordano persone vicine (fratelli, genitori, familiari, amici molto stretti), che percepiamo come più prevedibili e rassicuranti. Da qui la sensazione di conoscersi “da sempre”;
  • Effetto somiglianza: siamo attratti da partner somiglianti rispetto a valori, interessi, caratteristiche di personalità, esperienze di vita e vissuti.

E il famoso “Gli opposti si attraggono?”

Secondo la teoria dell’attaccamento, scegliamo partner che ci “promettono” di farci vivere relazioni simili a quelle vissute con le nostre figure di accudimento e confermare le nostre aspettative che in base a quelle relazioni abbiamo costruito. Cosi, nonostante le persone con uno stile di attaccamento sicuro siano generalmente considerate più attraenti, le persone insicure tendono alla fine a scegliere partner con uno attaccamento insicuro complementare al proprio: gli evitanti, infatti scelgono partner ambivalenti con un forte desiderio di intimità e dipendenza e in questo modo confermano la loro idea positiva di sé, come forti ed indipendenti, e negativa degli altri come persone deboli da cui è bene mantenere una quota di distacco emotivo. Le persone ambivalenti, specularmente, nell’allontanamento del partner evitante trovano la spiegazione per la loro tendenza a ricercare la vicinanza e dipendere dagli altri per non essere abbandonati.

Come imparare, quindi, a scegliere partner con cui poter concretamente costruire relazioni soddisfacenti?

Se l’attrazione è legata ai nostri apprendimenti relazionali, desideri e bisogni inconsci, riconoscere questi elementi, magari con l’aiuto di un terapeuta, può essere il punto di partenza per imparare a fare scelte più salutari per noi.


Attili, G. (2004). Attaccamento e amore. Il mulino.

Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2013). L’attaccamento in età adulta: struttura, dinamiche e cambiamento. LAS.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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