Età evolutiva

Aggressività nell’ADHD

 

 

Cosa bisogna fare quando si è di fronte a un bambino che è sull’orlo di un episodio di aggressività ed è incapace di ridurre autonomamente il livello di eccitazione?

Per iniziare a comprendere l’aggressività e identificarne le cause è bene iniziare con la sua definizione :”azione o procedura vigorosa (un attacco ingiustificato) quando intesa in particolare a dominare o padroneggiare; comportamento o atteggiamento ostile, ingiurioso o distruttivo, quando causato in particolare da frustrazione”.

Per apprendere come aiutare un bambino che mostra aggressività, è importante comprendere ciò che sta cercando di COMUNICARE attraverso tale comportamento e quale sia la FUNZIONE dello stesso. Gli episodi di aggressività si manifestano generalmente in 3 fasi: fase dei SEGNALI, della RABBIA e del RECUPERO.

  1.  Segnali: il bambino mostra segnali di lieve fastidio (ad es. il tamburellio delle dita) o un atteggiamento più pronunciato come un comportamento minaccioso verso gli altri. Se questi comportamenti sono identificati è il momento migliore per intervenire riducendo i livelli di eccitazione del bambino;
  2. Rabbia: a questo punto non si può fare molto per fermare il bambino poichè agisce sotto impulso ed è incapace di ascoltare la logica o la ragione. A questo punto è importante concentrarsi sulla sicurezza assicurandoci che gli altri non si trovino in prossimità e spostare gli oggetti pericolosi. In questo caso l’aspetto importante è aiutare il bambino a riacquistare il controllo e mantenere la dignità;
  3. Recupero: il bambino è probabilmente stanco e spesso incapace di ricordare gli eventi delle fasi precedenti. Un rimprovero sul comportamento è probabilmente inefficiente. Ciò non implica che il bambino non debba affrontare le conseguenze delle sue azioni. É importante non evocare la vergogna (“sono cattivo”) ma la colpa (“Mi sono comportato in modo sbagliato”).

 

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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