Psicologi

Caro paziente, ti parlo di me

Quando parlare di sé ai pazienti? Vantaggi, insidie e buone pratiche della self-disclosure.

La self-disclosure (o autosvelamento) è una rivelazione da parte dello psicoterapeuta di fatti della propria vita, vissuti, emozioni suscitate dal racconto del paziente, insight e strategie.

Se è vero che un terapeuta non può non rivelarsi (comportamenti, atteggiamenti, scelta degli interventi e persino l’abbigliamento e l’arredamento sono rivelatori della persona del clinico), è con l’autosvelamento che egli condivide intenzionalmente alcune informazioni personali al fine di a favorire l’alleanza terapeutica e superare eventuali impasses.

Ma è sempre utile parlare di sé ai pazienti?

Nonostante molti studi ne dimostrino i vantaggi (rinforza l’alleanza, permette di validare l’esperienza del paziente e modellare alternative cognitive e comportamentali, favorisce il processo di svincolo nelle ultime fasi del lavoro), questo intervento porta con sé alcune insidie. Focalizzando l’attenzione su di sé, infatti, il terapeuta rischia di invadere lo spazio terapeutico con i propri bisogni di accudimento ed idealizzazione, favorendo rotture dell’alleanza o, al contrario, l’instaurarsi di dinamiche di dipendenza dalla relazione. Come evitare questi rischi?

Le buone pratiche della self-disclosure

Secondo Watkins e Loriedo & Grasso, una self-disclosure efficace è:

  • pertinente rispetto alle dinamiche del paziente,
  • caratterizzata da un linguaggio metaforico,
  • riguarda solo contenuti e dinamiche risolte dal terapeuta
  • ed è seguita da una rifocalizzazione sul paziente, in modo da favorire l’identificazione di analogie con il clinico pur mantenendo la percezione delle rispettive differenze.

In altre parole, per una self-disclosure appropriata è importante che noi terapeuti ci domandiamo sempre: “Questo intervento soddisfa un mio bisogno o è davvero utile al paziente? In che modo?”.

E voi, usate la self-disclosure con i pazienti? Quali le vostre esperienze in merito?


Knox, S., & Hill, C. E. (2003). Therapist self‐disclosure: Research‐based suggestions for practitioners. Journal of clinical psychology, 59(5), 529-539.

Loriedo, C., & Grasso, M. (2009). La costruzione dell’alleanza terapeutica e la self-disclosure del terapeuta. Loriedo C., Moselli P., Dimensioni cliniche e modelli teorici della relazione terapeutica. Milano: FrancoAngeli.

Watkins Jr, C. E. (1990). The effects of counselor self-disclosure: A research review. The Counseling Psychologist, 18(3), 477-500.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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